TheBlackSheep: Pastéis de Belém o semplici fotografie?

L’espressione “Pecora Nera” si ritrova in varie lingue con lo stesso significato: individuo che si distingue in maniera negativa dal resto del gruppo. Per gli allevatori di bestiame la lana bianca è particolarmente apprezzata, grazie al fatto che è facile da colorare, quella nera no. Quindi: le Pecore Nere sono particolarmente mal accette all’interno di un branco di altre pecore. Per fortuna Alufem non vi propone maglioni, sciarpe o calzini come molti altri fanno, ma Arte. E, fino a prova contraria nell’Arte, le Pecore Nere sono sempre state quelle più interessanti.

Hai seguito qualche formazione accademica fotografica?

No. Ho cominciato nel 1989, quando tutto era analogico e si usava la pellicola, che era maledettamente cara! La fotografia allora per me era un hobby ma sono passato molto presto al digitale negli anni 90 la qualità era davvero pessima all’inizio. Sono migliorato sperimentando, testando e leggendo oltre che osservando il lavoro dei grandi fotografi, sia quelli classici che quelli innovativi. In pratica, sono cresciuto con un’approccio del tipo: “sbagliando s’impara”. Con il nuovo Secolo ho iniziato la carriera di fotografo professionista, trasformando la mia passione in qualcosa che avrebbe ripagato gli investimenti fatti in passato.

Il mio primo studio era di ottocento metri quadrati, con un soffitto di otto metri d’altezza e un raggio di trecento metri. Era enorme, e mi permetteva di fare dei servizi fotografici folli: ci ho messo dentro addirittura un intero autobus… Quattro cavalli… E molto altro, era molto divertente. Adesso ho uno studio più piccolo: duecentocinquanta metri quadrati a Lisbona, dove ho anche una Galleria D’Arte dedicata esclusivamente alla Fotografia, che serve anche come punto d’incontro per i creativi del nostro circuito: fotografi, produttori di video, artisti, performers di burlesque…

Come sei diventato un fotografo di Fashion alternativo?

Ero un fotografo di moda e facevo i soliti editoriali che fanno tutti; ma sono sempre stato attratto dall’estetica e dagli stili alternativi anche se, le persone sono sempre state il fulcro centrale della mia ricerca fotografica, quindi, quando ho deciso di dedicarmi al Fetish e all’Erotico è stato molto naturale.
Ho cominciato comprando indumenti in Latex nei mei viaggi in Nord Europa e in USA per usarli con le mie modelle. 

Dopo un pò, qualche Stylist ha iniziato ad offrirmi l’opportunità di scattare foto con le sue creazioni, cosa che ha reso il lavoro più semplice, molto più produttivo e creativo. Oltre che meno caro. Negli ultimi anni ho scattato servizi fotografici durante le più famose feste Fetish europee (come il: German Fetish Ball, Dominatrix, Wasteland, Torture Garden, Fetish Evolution, e altri). E’ stato fantastico conoscere tante modelle Fetish o, anche Fashion designer e performers. Sul set, cerco sempre di ricreare l’atmosfera di quando ti trovi immerso con quelle persone che sono: belle, creative e pronte a sperimentare le cose più strane per divertirsi.

Come descriveresti il tuo stile fotografico?

Mi piacciono le foto che raffigurano le persone e le loro emozioni. Per questo credo che i miei servizi siano piuttosto strani. Nel senso che: mi stimolano immagini che raffigurano sentimenti, momenti e persone reali. La mia sfida è catturare la loro vera essenza mentre le fotografo, cioè: tutto quello che esprimono racchiuso in un singolo fotogramma. Mi considero un fotografo dell’anima, per questa ragione amo l’Erotico ed il Fetish.

C’è qualcosa che riguarda la realtà e la purezza. Quando puoi riprendere qualcuno che è completamente allo scoperto (anima e corpo), mentre gioca con le sue sensazioni e si sente pervaso dall’emozioni. comunque: il mio senso dell’estetica gioca un ruolo importante mentre preparo i servizi fotografici. Amo giocare con i contrasti forti, l’uso delle luci intense e contrastanti aggiungono quel tocco seducente e misterioso che mi piace inserire nelle immagini.

Quali sono le tue maggiori fonti d’ispirazione?

Devo confessare che la maggior parte della mia ispirazione viene dalla gente, dalle modelle o dai disegnatori con cui lavoro; sia per il loro aspetto che per le loro idee o il loro modo di pensare. Questo m’ispira a creare storie o set particolari, delle volte mi lascio semplicemente andare, cercando di cogliere ciò che succede nelle loro menti e sui loro corpi mentre li ritraggo nel modo più fedele e veritiero possibile.

Le tue foto attraversano molti processi di post-produzione?

La maggior parte sì. Però cerco sempre di più: il modo di preparare con più accortezza il set dove scatto il servizio. Prendo molto seriamente l’allestimento delle luci perché rappresentare le luci per me è uno degli aspetti più importanti della fotografia, quindi le immagini vanno direttamente dalla macchina fotografica alla pubblicazione…

Quali sono gli aspetti più difficili della fotografia Fetish Fashion?

Credo che l’aspetto più difficile sia monetizzare il tuo lavoro. Sul mercato della moda alternativa, ci sono molti (forse troppi), che lavorano “solo per divertimento” e, naturalmente questo rende la vita di un fotografo professionista più complicata di quello che è già. Per questa ragione la maggior parte dei miei guadagni proviene dalle mostre e dalla vendita della mia Arte. Non da fotografie commerciali o editoriali.

Qual’è la tua sessione fotografica preferita? 

Sperimento continuamente, faccio prove, imparo. Dal 2010 ho smesso di fare lavori su commissione così adesso fotografo soltanto quello che mi piace sul serio. Quindi il mio prossimo shooting, la sua preparazione e la sua messa in atto è  il mio preferito…

Cosa porti nella tua “borsa” quando ti sposti?

Non ho bisogno di molta roba. Piuttosto sono una persona minimalista… La mia è una “borsa” piccolina. Porto sempre con me i miei vecchi occhiali da sci, la mia tuta da sub (si, sono anche un fotografo subacqueo) ed, una semplice valigia.

Quali sono i tuoi piani futuri?

Attualmente mi sono trasferito da Lisbona in Africa dove vivo e lavoro, otre che essere un fotografo sono anche un Direttore di Banca… Sì, lo so, un mix poco comune… Chiunque conosca un pò le vicende africane sa che si ha a che fare con delle società molto conservatrici riguardo il nudo e all’Eros, qui sono ancora un forte Tabù.

Il Fetish è quasi completamente sconosciuto, perché il concetto stesso é praticamente ignoto. Quindi i miei progetti sono relativi ad introdurre lentamente il mio stile fotografico nell’ambito del circuito locale. Non è un compito facile, è una sfida ma io adoro le sfide.

Qual’è il servizio fotografico dei tuoi sogni?

Ho progettato un servizio fotografico subacqueo in Messico, nelle splendide acque cristalline di Isla Mujeres, vicino Cancun, c’è un tesoro nascosto. Parlo del Museo de Arte subacuático, conosciuto come MUSA, il più grande museo sottomarino del mondo.

E’ stato fondato nel 2009 dallo scultore britannico Jason deCaires Taylor, insieme a Jaime Gonzales Cano (Direttore del National Marine Park) e Roberto Diaz (Presidente della Cancun Nautical Association), questo museo raccoglie, nella sua collezione permanente, oltre 500 sculture realizzate dallo stesso deCaires Taylor e da altri artisti che, con le loro opere, hanno trasformato i fondali Messicani in un vero e proprio spazio espositivo. L’esposizione, si chiama: “The Silent Evolution”. Spero di andare a vivere a Cancun nel prossimo futuro per realizzare il mio sogno fotografico. La logistica è un incubo e trovare modelle che possono anche fare foto sott’acqua a 12 metri di profondità non è una cosa semplice. Ma ce la farò!

Auguro ad Alufem fortuna e successo! Andate avanti perché il vostro è un Sito ottimo, buon lavoro!

Di: Sara Ballini

Ph: TheBlackSheep  / Facebook