Stelladiplastica: Il volo dell’angelo Dura un secondo E unisce il magico alla terra

Ciao Francesca, piacere di conoscerti, ti vuoi presentare lettori di Alufem?

Grazie, è un piacere avere un piccolo spazio dove poter parlare di ciò che faccio… O, non faccio!

A che età hai iniziato a studiare danza? A distanza di anni rifaresti la scelta che ha fatto? 

Assolutamente sì! Rifarei tutto quello che ho fatto ancora mille volte! Ho cominciato a studiare danza all’età di tredici o quattordici anni. Mi sono iscritta ad un corso di musical nella mia città. L’insegnante di danza m’incoraggiò ad intraprendere questa strada. A distanza di anni ringrazio ancora d’averla incontrata.

Ti sei diplomata a sud e poi sei andata a studiare presso IDA Ballet Academy di Steve LaChance a Ravenna, dove abiti adesso?

In realtà,  sono andata via di casa a diciotto anni appena compiuti, (è stata dura per me attendere la maggiore età). Quindi il diploma di liceo mi è stato dato quasi “ad honorem”!

Non ho frequentato l’ultimo anno di scuola nonostante ero iscritta regolarmente. Comunque mi sono presentata ugualmente all’esame finale, che è stato alquanto singolare. Intanto studiavo già nell’accademia di Steve LaChance a Ravenna; finito quel percorso di studi mi  sono trasferita a Bologna, ma ora vivo a Milano.

Hai frequentato corsi su corsi ottenendo anche borse di studio che ti hanno permesso di studiare negli USA. Dove trovi la motivazione per essere così determinata nella tua carriera? Al di là del talento, naturalmente.

Penso che la mia non sia una vera e propria determinazione ma è colpa della mia iperattività. Più: la NOIA.

Immagino che tu viaggi molto, ti piace? Che luoghi preferisci?

Sì, viaggio molto, ma fino a qualche anno fa viaggiavo ancora di più,  ho avuto la fortuna di poter viaggiare per il mondo, esibendomi anche come artista di strada.

I viaggi erano lunghi ed estenuanti, ci si muoveva in furgone ed a volte si guidava anche per intere giornate. Quell’esperienza è stata molto formativa, mi ha plasmata come performer influenzando anche la mia maturazione culturale e professionale. 

Adoro il nord Europa, in particolare: la Finlandia e la Danimarca. Due posti che sono rimasti  particolarmente vividi  nei miei ricordi.

Quando ti sei accorta che oltre ad essere una ballerina volevi essere anche una fotomodella?

Non riesco a definirmi una fotomodella, il mio approccio nei confronti della fotografia è praticamente lo stesso che applico a tutto ciò che impegna il mio tempo. Ho tante passioni e sono un’ambiziosa perfezionista… Qualsiasi strada intraprenda finisce sempre che diventa una specie di sfida con me stessa, se non riesco a ottenere dei risultati entro certi limiti di tempo beh…

 

Penso m’infurierei veramente tanto. Comunque fino ad  ora non mi è mai capitato di fallire nei miei intenti. Dedico sempre molto tempo nello studio e nella sperimentazione di cose nuove e diverse. Non sono mai riuscita a fare sempre i soliti “compitini”. Però a quindici anni ho iniziato a fare la modella in un’agenzia di pubblicità della mia città, Foggia, ho sempre unito il fatto di essere una ballerina e una modella.

Come ti relazioni con i social media?

Malissimo! Non sento di potermi esprimere realmente sui social network.

Che rapporto hai con Instagram?

Vivrei  bene anche senza, non simpatizzo per i limiti imposti da questo genere di piattaforme.

 Hai delle applicazioni o programmi di editing da consigliare? Le usi?

Sono molto “basic” per quanto riguarda la tecnologia: uso un’app che si chiama Aviary per rovinare (con dei terribili bollini) le foto che pubblico sui social media.

Ti ispiri a qualche web influencer?

No… Il mio idolo indiscusso è David Lynch. Influencer del suo spessore non credo di averne ancora visti. 

Come scatti le tue foto personali?

Con la pellicola, io scatto delle foto analogiche, mi aiutano a vedere la bellezza che spesso non riesco a cogliere… Mi obbligano a cercare una: “via di fuga”.

Quando scatti un servizio per un fotografo, che requisiti deve avere per lavorare con te?

Almeno un motivo valido per usare la fotografia come mezzo di comunicazione o di ricerca. Non amo le menzogne.

Sono certa che ai lettori di Alufem farà molto piacere vedere le tue foto e leggere  la tua intervista. Ciao Francesca, grazie.

Di: Sara Ballini.

Model: Stelladiplastica   / Instagram