Sophia Lauren: tra corpo, nudo e arte

Sophia Lauren è una modella emergente ma già molto promettente. Nei suoi scatti, tutta la spontaneità e la naturalezza di chi è andato oltre uno dei tabù più forti della cultura occidentale: il corpo nudo.

Ciao Sophia, grazie per averci dato l’occasione di intervistarti. Domanda di rito, come hai iniziato a posare come modella, cosa ti affascinava tanto di questo lavoro?

Ciao, innanzitutto grazie mille a voi per intervistarmi. Fa sempre piacere poter rispondere a qualche domanda e poter svelare qualche segreto su di me alle persone che mi seguono. Sono poco conosciuta in Italia e questa pubblicazione potrà sicuramente permettere a nuove persone di scoprirmi.

Se devo dire la verità sono sempre stata una ribelle, non accetto di seguire una regola sociale o tradizionale solo per essere accettata. Sono sempre stata me stessa a costo di non piacere a tutti! In pratica ho cominciato a farmi dei selfie nuda già da quando avevo 13 anni… Mi è sempre piaciuto vestirmi corto e il meno possibile, soprattutto in una regione come quella da cui vengo… La mitica Sardegna!

Comunque due anni fa, un amico, vedendo che non smettevo un attimo di fotografarmi nuda, mi ha consigliato di iscrivermi ad un agenzia di nudo che conosceva.

L’unica cosa che posso dire è che non era una delle migliori agenzie, ma questo passo mi ha permesso di conoscere un fotografo che mi ha presentato il mio attuale ragazzo, che organizza workshop a Bruxelles e che mi ha aiutato a lanciarmi (Willy Viez).

Mi ha sempre affascinato il corpo nudo, nonostante sia stata cresciuta in modo molto ottuso. Per farvi capire, non ho nemmeno mai visto mia madre nuda! Ma ripeto sono sempre stata una fuori regola ahahah…   Sono dunque felice di aver scoperto come poter far apparire il mio corpo nudo in modo artistico, di non avere più vergogna ed aver potuto scacciare i pregiudizi che mi sono stati inculcati.

Un’altra domanda che forse ti faranno spesso; come mai la scelta di riprendere uno pseudonimo come Sophia Lauren, tanto somigliante a quello della famosissima attrice italiana?

A dire il vero è stato un puro caso… Mi è sempre piaciuto il nome Sofia. Mi è stato detto che avrei dovuto crearmi un pseudonimo e sinceramente non avevo nessuna idea!

Quindi mi sono detta che Sofia era sicuramente una buona idea.. Solo che non bastava… Uno dei primi ad avermi fotografato, mi ha consigliato di usare un nome che assomigliasse a Sophia Loren, ma facendo un gioco di lettere ed usare Lauren. Sinceramente all’inizio ero un pò persa e non avevo nessun’altra idea. La sua mi sembrava interessante, quindi l’ho ascoltato senza esitare.

Peraltro Sofia Loren è sempre stata una delle più belle donne del mondo e non mi disturba affatto essere in parallelo con la sua immagine e, tramite il mio pseudonimo, portarle onore. L’unica cosa che ho temuto è stato di essere paragonata ad una pornostar, avendo scoperto poco dopo la mia scelta che di solito quest’ultime usano nomi di persone famose come pseudonimo!!

Quindi difendo la mia immagine dicendo che non amo affatto il porno, anche se ovviamente non giudico le persone avendo fatto queste scelte.

Vorrei aggiungere che avrei potuto ovviamente usare il mio vero nome, Micaela Ortu, ma finendo degli studio di assistente sociale, sentivo necessario poter mettere una barriera simbolica tra vita privata (nel senso di scelte di vita private, come la fotografia di nudo) e la mia futura vita professionale.

A questo punto, che caratteristiche deve ricoprire per te un’icona di bellezza, per essere definita tale?

Sinceramente per me la bellezza è soggettiva ed abbiamo tutti in noi una bellezza, che spesso può solo essere vista dagli occhi che vogliono vederla.

Ma se devo dare un’opinione soggettiva, per me il sedere e gli occhi di una donna sono la parte più importante. Mi piace il sedere bello tondo e lo sguardo forte e sono contenta che la natura mi abbia aiutato in questo! Aahahahah… Ma in generale penso che il corpo non sia tutto, per me il viso conta molto. Se il corpo è perfetto ed il viso no, per me manca qualcosa. Ma come ho detto prima, la bellezza, soprattutto quella del viso, è soggettiva. Una persona può non corrispondere ai canoni abituali della bellezza ma avere un carisma. E quest’ultimo conta tantissimo nella bellezza di una persona.

Lavori molto all’estero, ma che rapporto hai conservato con l’Italia? Quali influenze e che ruolo ha avuto nella tua storia la tua nazione?

Sono sarda al 100%, sono nata ed ho vissuto in Sardegna fino a dicembre 2009. Precisamente a Gonnosfanadiga, trovatosi ad un’ora da Cagliari in provincia del Medio Campidano.

Sono fiera di essere italiana e soprattutto sarda. Sappiamo bene che i terroni, come ci chiamano, siamo molto attaccati alla nostra terra ed alle nostre spiagge…!

Per darvi un esempio, residendo in Belgio da qualche anno potrei avere la nazionalità doppia (belga ed italiana). Ma non voglio. Voglio restare italiana al 100%!

Comunque quando avevo 7 anni i miei si sono divorziati… Sappiamo tutti che influenze possano fare i divorzi sui bambini. Quindi diciamo che per un lungo periodo con mamma ci sono state complicazioni di comprensione.

Entrambi si sono rifatti una vita ed una famiglia, io mi sentivo dunque un po messa da parte ed avevo un pazzesco bisogno di attenzioni. All’età di 15 anni sono partita in Belgio da mio padre. Poi a 19 sono andata a vivere sola. In breve questo sarebbe un riassunto della mia storia.

Nonostante tutto, vado in Sardegna almeno una volta all’anno per le vacanze. E sono stata a Roma e a Milano per foto già qualche volta.

Tutto questo mio passato è stato magari un’influenza supplementare alla mia voglia di essere fotografata ed essere al centro dell’attenzione. Anche se, ovviamente, è un meccanismo incosciente.

Ora, vorrei entrare nel vivo del tema dell’intervista, quello del nudo, che ricorre quasi sempre negli scatti in cui posi.

Quali significati attribuisci tu stessa alla nudità, e in quali significati diversi hai dovuto declinarla nella tua esperienza lavorativa?

All’inizio, in base all’educazione ricevuta in Sardegna dai miei genitori, per me la nudità era qualcosa di estremamente intimo e da condividere con pochi. Ovviamente, molto presto ho cambiato il mio modo di pensare, soprattutto a causa del mio essere ribelle.

L’unico problema restava il giudizio delle persone, che vedendoti poco vestita o più aperta mentalmente, mi giudicavano come una poco di buono.

Quindi il senso di colpa, per quanto ho vissuto lì o con mio padre in Belgio, è sempre esistito. Ed anche vivendo da sola in Belgio, la gente rimane ottusa e non capisce che abbiamo la libertà di poter pensare che il corpo non sia solo un qualcosa da nascondere.

Nella mia esperienza lavorativa ho potuto declinare il nudo in due aspetti principali : il nudo artistico ed il nudo esplicito. Quando si parla di quest’ultimo, in pochi sono a capirne il vero senso, perché tutti vedono il nudo openlegs come volgare, senza capire che se fatto bene può essere molto artistico e bello. Soprattutto dipende dalla modella e dal suo modo di posare in esplicito. Ed attenzione, non bisogna confondere il nudo esplicito con il porno.

Mi dispiace vedere in quanti possono essere ottusi.

Qual è per te il rapporto tra nudo e arte?

Da quando ho cominciato a farmi fotografare, non riesco più a trovare della bellezza in una foto senza un viso, un corpo…

Per me il nudo è arte, perché certe foto sarebbero vuote senza un corpo nudo, uno sguardo, un sorriso. È arte perché è possibile trasmettere emozioni, solo tramite una foto.

Ed è questo che un’opera d’arte deve trasmettere, emozioni. Anche se, ripeto, in pochi sanno vedere la differenza tra, un corpo semplicemente nudo e una foto che trasmette qualcosa.

Quale invece è per te il rapporto tra nudo ed erotismo: un corpo nudo, deve necessariamente rimandare ad un contesto erotico-sessuale o può, (o deve) rappresentare anche altro?

Come ho già affermato nella domanda precedente, una foto di nudo deve trasmettere emozioni. Solo qualcuno che non ne capisce niente al mondo della fotografia di nudo, potrà eccitarsi su una foto tale. 

Penso che sia giusto ciò che i genitori ci insegnano, di essere pudici, di non andare a letto con tutti, perché comunque fa parte dell’educazione… Ma credo che tutti dovremmo imparare ad ammirare il nudo e a stare bene nudi, anche davanti agli altri.

Io poso fino al nudo artistico e fino al nudo esplicito. Ma per me l’erotismo non consiste solo in un openlegs, ma in uno sguardo, in un’attitudine.

Quindi per me il nudo non è direttamente legato all’erotismo. È tutta una questione di contesti. È normale che il corpo nudo, in un contesto amoroso o sessuale, possa essere legato a voglie sessuali ed eccitamenti.

Ma ripeto, è solo una questione di contesto, e le persone con un pò d’intelligenza sanno fare la differenza.

Alcuni tuoi scatti raffigurano scene di shibari (tecnica di bondage giapponese ndr), come valuti questa esperienza professionalmente e personalmente?

Il mio ragazzo (Willy Viez) pratica il shibari, quindi ho scoperto questa tecnica tramite lui. Devo ammettere che i nodi e le corde possono essere molto belli da fotografare, su un corpo nudo. Sono soprattutto molto estetici i segni lasciati dalle corde dopo il shibari.

Non mi piace essere sospesa perché trovo che sia un atto importante di sottomissione. Ho un carattere molto forte e non gioco a fare la sottomessa o la vittima, nemmeno per un shooting.

A partire dal momento in cui il fotografo ha una voglia di dominazione verso di me, abbiamo già chiuso. Sono per la collaborazione e per una decisione presa assieme. Nessuno domina l’altro e se facciamo un certo tipo di foto, lo facciamo perché siamo d’accordo entrambi e per creare qualcosa di artistico assieme, non per colmare i piaceri sessuali e perversi di qualcuno. Io la penso così.

Quindi, si il shibari può piacermi, se c’è un obiettivo artistico, ma mi faccio legare solo dal mio ragazzo o persone davvero di fiducia!

Come tutti coloro che lavorano nel tuo campo, i tuoi portfolio passano attraverso piattaforme on-line, soprattutto social. Hai mai subito qualche forma di censura? Qual è la tua opinione a riguardo?

Se ho subito la censura? Ovvio!!!! Chi non la subisce su Facebook ed Instagram… Siamo vittime di un mondo ottuso… So di ripetere spesso questa parola, ma è la migliore definizione per me di questo modo di pensare… Il problema è che abbiamo bisogno di questi social per lavorare e pubblicizzarci, ma rischiamo tra una foto e l’altra di perdere l’account per sempre!

Penso che comunque, dietro tutto ciò, c’è il ragionamento logico di dire che è per evitare che dei bambini vedano foto troppo “osé”.

Anche se io sono dell’opinione che un corpo nudo e soprattutto in foto non debba essere visto come oggetto sessuale, ma come arte. Credo che questo dovrebbe fare parte dell’educazione dei bambini, in modo che questo genere di foto possa essere ammirato come un tramonto al mare. Quindi ammetto che sia normale che le regole esistano, ma dovrebbero, secondo me, essere riviste in base alla modernizzazione.

Meno censure e più educazione sul nudo e sulla foto di nudo.

Come ultima considerazione: recentemente si parla molto di sex-positive e di campagne di sensibilizzazione contro il body-shaming; quale consiglio daresti a chi non si sente a proprio agio con il suo corpo?

Ragazzi e ragazze, credete davvero che io mi senta bella? Ognuna di noi modelle, se siamo arrivate a fare la fotografia di nudo, è per aiutarci a stare meglio con il nostro corpo.

Non mi vedo per niente perfetta e d’altronde non lo sono!

La perfezione non esiste e sono convinta che siamo tutti belli, semplicemente perché siamo opere in questo mondo. La bellezza non è solo fisica e soprattutto la bellezza, ripeto, è soggettiva. Ciò che può essere bello per me, può non esserlo per qualcun altro e viceversa.

Soprattutto esiste ciò che è chiamato il carisma, anche se preferisco la parola francese “le charme”, che oltrepassa la bellezza. Il carisma è il fascino che troviamo nelle persone, che non dipende per niente alla bellezza, ed anche quest’ultimo è soggettivo.

Può essere il modo in cui una persona sorride, il modo in cui dice una parola buffa, il modo in cui ci guarda… Ed è questo che ci fa amare qualcuno. Perché la bellezza se ne andrà, il resto no.

So che non è facile credere che siamo belli e che abbiamo qualità, soprattutto quando si cresce con una bassa stima di se stessi, ma lo siamo e dobbiamo crederci!

Vi consiglio di amarvi, perché nessuno potrà mai farlo più di noi stessi. Vi abbraccio forte e vi auguro di farcela nonostante tutto, come ce l’ho fatta io.

C’è sempre un punto di appiglio per poter risalire.

Grazie ancora Sophia per il tuo tempo.

Sito Web: Sophia Lauren / Facebook / Instagram

Di: Ludovica O.D.C