Sogni proibiti al femminile: quello che le donne fantasticano ma raccontano solo tra di loro, forse…

Una bella canzone degli anni ottanta recitava “quello che le donne non dicono. Siamo così dolcemente complicate, sempre più emozionate”. Ma forse quello che le donne non dicono non sono altro che i desideri più profondi, reconditi, inammissibili, che ci fanno arrossire, arrabbiare o semplicemente eccitare.

Oggi voglio tuffarmi nei desideri femminili, entrare a capofitto nella sfera più privata, dove il sole brilla raramente. Scheggia la morbida oscurità con carezze languide quanto fugaci. Il velluto blu che fodera le fantasie erotiche, i pensieri perversi che a volte lasciamo emergere in superficie e chiazzano di luce purpurea lo specchio agitato della nostra quotidianità. Paola, Amanda e Lady Sofia. Tre amiche. Mie, tanto per intenderci. Loro forse si odiano anche se sono troppo educate per farmelo notare. Tre modi di pensare, di vestire, di vivere la propria sessualità. 

Basti pensare che Paola lavora in un bar di paese. La nostra amicizia é nata tra caffé senza zucchero, amari doppi e fondenti extra per i momenti di stress. É morbida e sensuale, capelli a caschetto che porta spettinati. Abituata ai commenti degli uomini dopo qualche bicchiere di troppo, ai fischi di approvazione e a trovarsi spesso protagonista delle loro, di fantasie. Sono proprio curiosa di sapere cosa si trova a desiderare, a bramare segretamente.

Amanda insegna in una scuola materna. Parla a voce bassa e sfodera la grinta soltanto per cantare: fa parte di un gruppo di scapestrati che ripropongono cover di rock melodico.

Dolce e paziente, cosa nasconde tra le pieghe della sua anima? E infine Lady, lavora nei club più estremi, performer, ballerina, all’occorrenza escort. La adoro. All’apparenza é dominatrice della propria esistenza. Sempre impeccabile dall’altro del suo metro e ottanta, ciglia lunghissime che si piegano all’insù, voce maliarda, impostata.

Cena a casa mia. sushi e vino bianco. All’inizio sono un pò imbarazzate. Frasi di circostanza, sguardi a raggi X con cui l’una scava l’esteriorità dell’altra per cercare difetti e debolezze. Io parlo a ruota libera. Comincio da lontano, da quando ero bambina e attendevo come il piccolo principe di un manga l’arrivo dell’appuntamento con la mia eroina prediletta. Lady Oscar. Alle sedici ero sul divano. Nessuno poteva fiatare e io vivevo con lei avventure in divisa, intrighi e giochi di sguardi nel suo regno dalla sessualità indefinita. Allora avrei voluto perdere di consistenza, liquefarmi per trasformarmi in un personaggio della mia saga prediletta. 

La rossa sorride e comincia a parlarmi del bel Mirko, con il ciuffo rosso e le spalle larghe protagonista di un altro cartoon. No, decisamente fuori tema. Un po di musica, apro un’altra bottiglia di rosato ed ecco che qualcosa comincia a sciogliersi. Alla fine le sorprese non mancano e le personalità sfociano l’una nell’altra in un gioco di specchi in cui l’estetica e la quotidianità non corrispondono con le aspirazioni inespresse. Amanda ha un fidanzato da anni. Confessa che avrebbe sempre voluto staccarsi dal proprio corpo per vedersi dal di fuori. Entrare in una stanza. Buio completo. Mani insidiose cominciano a spogliarla. Piacere devastante. Estasi. Solo lei, la puttana di tutti.

É il turno di Paola, oggetto del desiderio di tanti che ammette che la sua massima ispirazione sarebbe non dover sorridere, servire e sopportare battute e sconcerie. Vorrebbe trasformarsi in una moderna Circe, trasformare i poveretti in porci e costringerli a strisciare, mangiare cibo dal pavimento, leccare il suolo dove cammina. 

Ma la dominatrice non era Lady Sofia?  Eccola, si é tolta le scarpe e si accarezza i piedi languidamente. E tu Lady?, le domando. Si infila in bocca un altro pezzo di cioccolata, se lo fa sciogliere in bocca. Shhh. Silenzio per favore, intima. E allora capisco al volo. L’estasi del cibo è dipinta nei suoi occhi.

 

di: Barbara Baraldi

Credit:
1-Asia DeVinyl / Mark Hollinger. 2-Hera Bell.
3-Julie Simon / Jon Wihte. 4-Athleen Elizabeth. 5-Giuseppe Circhetta.