Saturno Buttò: l’esteta del bene e del male

Ciao Saturno, benvenuto su Alufem. Per cominciare, che cosa possiamo capire di te attraverso i tuoi dipinti e disegni?

In definitiva: la mia dedizione alla “buona pittura”.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Ricordo lo “shock visivo” avuto la prima volta che ho visto il lavoro di Joel Peter Witkin. Uno dei pochi artisti contemporanei ad avermi emozionato. Poi ci sarebbe una lista troppo lunga di altri artisti che ho apprezzato e dai quali ho imparato qualcosa.

Che tipo di rapporto crei con le modelle e i modelli? In che modo riesci a entrare nel loro intimo affinché quel corpo emozioni? Ci sono degli incontri, delle conversazioni o ti lasci guidare dalla luce dei loro corpi e dei loro sguardi?

Non sono particolarmente esigente con i modelli, in generale. La cosa che mi interessa di più è la loro psicologia, voglio caratterizzare non idealizzare la persona. Di solito sono loro a contattarmi. Prima ci si conosce e automaticamente ( salvo rare eccezioni ) si instaura il feeling necessario per una collaborazione. Da parte mia cerco di essere il più dettagliato possibile riguardo alle mie richieste. Mi piace scoprire risvolti inediti, non soffermarmi solamente sull’aspetto, ma cogliere peculiarità nascoste. Per questo è necessario raggiungere un buon rapporto di fiducia in breve tempo. Forse la mia abilità consiste in questo, dal momento che ottengo quello che desidero senza “grandi sforzi”. 

Come ti poni, in generale, nei confronti dell’istituzione religiosa (o verso le religioni in generale)?

Sono cattolico. Non sono praticante e non so se sono credente, devo ancora capirlo. Quello che so è che ho un profondo senso del sacro. Oltre al corpo fisico la mia ricerca artistica prevede una costante attenzione al lato spirituale della natura umana. Dunque anche le religioni sono un’aspetto che tendo a considerare, magari qualche volta con un occhio critico o irriverente… Non me ne vogliano i bigotti.

Qual è il messaggio e le emozioni che vuoi trasmettere attraverso i tuoi dipinti?

Cerco un’emozione in ogni immagine che dipingo appagando un mio desiderio di bellezza. Che, per esserlo, deve rimandare ad altro. Cerco una bellezza evocativa e misteriosa. E il messaggio potrebbe essere proprio questo: la “bellezza”, per essere tale, non deve mai svelarsi completamente.

Percepisci un mutamento stilistico grande o piccolo dai tuoi esordi, nel 1993?

Tecnicamente parlando, semplicemente una maggiore raffinatezza nella trama pittorica. Per quanto riguarda la ricerca concettuale non credo di essermi scostato dagli interessi di sempre, figura umana e ritratto.

Qual è il tuo rapporto con il panorama artistico italiano?

Non particolarmente buono a causa del mio carattere, diciamo “introverso”.

Come mai le tue opere sono apprezzate e seguite da un certo mondo culturale italiano, molto legato alla simbologia?

Credo sia dovuto al fatto che mi piace utilizzare simboli a corredo delle figure. Anche se in realtà non c’è una mia specifica ricerca in tal senso. E non ho una preparazione di carattere esoterico o altro. Sono solo affascinato dalla relatività “del bene e del male” in tutte le declinazioni possibili. Forse traspare qualcosa nei dipinti, per esempio il dualismo “Dio-Demone” oppure “Dioniso-Apollo”. Ad ogni modo la mia opinione è che si tende a “romanzare” più del necessario, voglio dire che spesso le cose sono più semplici di quanto appaiano. 

Ma allora come si definirebbe Saturno Buttò?

Un esteta! Consapevole del fatto che l’arte e la bellezza nutrono l’anima.

Di: Sara Ballini

Art: Saturno Buttò