Sandee Pawan: crearsi le proprie regole!

Sandee Pawan è una talentuosa fotografa francese che vive a Parigi, Bankok e Las Vegas. Ha lavorato per molte prestigiose riviste e magazine in tutto il mondo, specializzati in moda, glamour, arte concettuale e giornalismo.

Adesso, Sandee Pawan  ci parla del suo tocco magico e inequivocabile stile nella sua intervista esclusiva:

Quando hai sviluppato la tua passione per la fotografia? Cosa ricordi del tuo primo scatto?

In realtà, la mia passione viene da mio padre, che aveva il passatempo della fotografia. Lui mi ha insegnato i primi rudimenti con la sua Canon Ael quando avevo 10 anni. Il mio primo shooting fu al Castello di Versailles. Indimenticabile! Avevo 10 anni. Ho comprato la mia prima macchina fotografica, una Canon AE1 che era più vecchia di me. Ero abbastanza povera a quei tempi e mi costò un intero salario, ma ne valse la pena.

Una delle regole del successo è il duro lavoro. È anche tuo? Quale filosofia ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi?

Quando ero una ragazzina, gli adulti costantemente mi chiedevano che cosa avrei voluto fare da grande, e io di solito rispondevo: “Farò l’artista”. Ero così determinata che lasciai la scuola e la famiglia molto presto.
Puoi imparare a scuola le basi di storia ma il talento non te lo regalano i maestri d’arte.
Nonostante tutto, ero piuttosto pigra e spaventata dal rischio che comporta la mia carriera professionale. Feci un paio di lavoretti strani per un periodo e poi realizzai che la vita era veramente dura per un artista autodidatta come me, specialmente in Francia, dove hai bisogno d’avere le giuste connessioni ed i diplomi del caso rilasciati dalle scuole più prestigiose per essere presa in considerazione. Poi ho capito che non sarei mai arrivata a nulla senza rischiare. Ho cominciato a lavorare sedici ore al giorno per migliorare le mie abilità e decisi di lasciarmi il passato alle spalle. Comprai un biglietto d’aereo per l’Asia, poi per l’America e qui è dove iniziò tutto. A quei tempi lavoravo ancora 16 o 14 ore al giorno, sette giorni su sette. Naturalmente ho perso qualche amico e tutti i miei fidanzati. Ma la mia vita è quanto di più eccitante si possa immaginare ed il lavoro per me è la cosa più importante.

Lavori nell’industria della moda e del designer. Che cosa ti ispira ed affascina di questo mondo?

Beh, non è una sola cosa ma tante persone relazionate con diversi mondi, in realtà. Non mi affascina l”Alta Moda”, ma l’Arte che c’e dietro. Sono vegetariana, buddista, non indosso pellicce, non mi drogo, sono molto sana e credo di non essere una persona superficiale. Odio la gente che è gentile con me perché si aspetta qualcosa in cambio e questo è tipico di quel circolo, sai. Nonostante tutto, l’Alta Moda mi attrae per la creatività, la sensualità, la perfezione e la chiarezza d’intenti. Sono una persona creativa e sono ossessionata dalla perfezione. Io credo che la gente possa percepirla attraverso la mia fotografia e questa è la ragione per cui ho pubblicato tante volte in molte riviste internazionali d’Alta Moda.
Mi piacerebbe fare più giornalismo per vivere, invece di editoriali e pubblicità comunque, prima o poi, in un futuro sarà così.

Che rapporto hai con la tua macchina fotografica?

Beh, non sento niente per la mia macchina fotografica! L’uso soltanto per creare qualcosa, proprio come il mio portatile, la mia bicicletta o le mie scarpe da trekking. In ogni caso stavo pensando di comprarmi una Canon e credo che la mia Olympus non ne sarà gelosa.

Una delle tue frasi più famose dice: “Non gioco con le regole del mondo della moda; creo le mie”. Come hai imparato a creare le tue regole?

Nessuno impara ad essere libero. Siamo gente libera che vive in un paese libero, possiamo fare della nostra vita ciò che vogliamo.
Per quanto riguarda le “regole della moda” , quella frase ha a che vedere con un contratto che mi hanno offerto qualche anno fa, quando ero completamente sconosciuta nell’ambito dell’Alta Moda. Il progetto consisteva nel collaborare con un grande disegnatore di moda i cui modelli erano totalmente in pelle e pelliccia. Era una grande opportunità ma ho rifiutato di scattare ed ho perso il lavoro. Il cliente ed il designer probabilmente hanno pensato che fossi una specie di idiota ma d’altra parte io non sono un’assassina e nemmeno un’ipocrita. So che la gente ha parlato molto di questa storia e credo che sia una delle ragioni del mio successo oggi.

Come scegli i tuoi soggetti? Cosa ti aspetti dalle persone che fotografi?

Dipende tutto dal mio umore e dal progetto. Posso lavorare con modelle magrissime a Parigi, ragazze con una coppa D di reggiseno a Las Vegas o ragazzi tatuati, come questi  gangsters della diciottesima strada con cui ho passato un po’ del mio tempo in passato.

Tu hai un tocco inconfondibile. Hai qualche modello o fotografo a cui ti ispiri o che ti abbia influenzata?

Ok, questo può sembrarti molto strano, ma i miei modelli sono gli eroi di “Space Adventure Cobra” un anime giapponese, che adoro da quando avevo nove anni. Il personaggio chiamato Lady è semplicemente la perfezione per me. Sono stata anche fortemente ispirata da artisti dei comics come Simon Bisley, Timothy B.Vigil e registi di film quali Russ Meyer , il suo cult movie “Faster Pussycat! Kill….Klill!! e l’incredibile Tura Satana hanno cambiato la mia vita quando ero una ragazzina. Un paio di films mi hanno ispirtata molto , anche…come per  espempio Dark Crystal, Urotsukidoji, Ichi The Killer, Storm Riders, Mad Max, Hero, Devdas e 300….Ma non conosco un solo artista di cui direi che amo l’intero lavoro.

Il Fetish è diventando sempre più comune in ogni campo, dalla moda all’arte. Secondo te, a cosa si deve questo successo?

Beh, credo che il sesso non sia più il taboo che era una volta. Attualmente il sesso e tutto quello che c’e di relazionato con esso sta diventando retrò, ai nostri giorni. Sfortunatamente, per la scena artistica, qualcuno usa il Fetish come una specie di provocazione e la qualità di queste opere è molto scarsa nella maggior parte dei casi. Non la vedo come una cosa positiva, dato che credo che chiunque sia molto più eccitante quando diventa unico nel suo lavoro è… quando è ben fatto. 

 Quant’e importante, per il tuo lavoro e per la tua arte, vivere in tre diversi continenti?

In questo momento è importante per me e per la mia anima. Quando vivevo in Asia stavo con le minoranze etniche più povere sul confine del Myanmar, ho imparato che la maggior parte delle cose in cui crediamo crescendo sono solo stronzate. La felicità non è fare soldi, avere una casa spocchiosa, sposare un medico o un avvocato ed avere due bei bambini e un cane labrador che giocano in giardino.
La felicità è la stessa essenza della vita, è vivere! Essere in salute e poter fare qualsiasi cosa tu voglia fare. La Francia è la mia casa. Qui  è dove ho la mia famiglia, i miei amici e qualcuno tra i migliori artisti che conosco. Non c’e un posto al mondo come Parigi, anche se la gente francese è quanto di più rozzo io conosca! Per quanto riguarda l’America, a volte penso che il peggio in realtà sia il meglio. Amo Las Vegas, anche se mi sento male se penso allo spreco che rappresenta ed al suo impatto ambientale. Essere nel deserto per giorni è stata una grande esperienza per me, è dove mi sono sentita a casa più che in ogni altro luogo.

Per raggiungere un buon risultato, quanto sono importanti le collaborazioni giuste?

Ovviamente i giusti collaboratori sono d’estrema importanza. Io penso che qualcuno possa fare del suo meglio solo quando lavora con il meglio. Sono molto selettiva riguardo alla gente con cui lavoro.

Cosa ti fa migliorare ogni giorno? Cosa fai quando sei soddisfatta del tuo lavoro?

Miglioro giorno dopo giorno facendo fotografie e analizzando i miei errori pe ore ed ore in modo da non ripeterli la prossima volta che scatterò. Sono molto fortunata ho avuto un periodo insoddisfacente con il mio lavoro perché non potevo più sopportarlo.  Questa situazione mi sprofondata nel peggiore degli umori possibili, mi ha resa ansiosa, arrabbiata e depressa per giorni e giorni. Quindi adesso capirai perché non ho altra scelta che migliorare e dare il meglio del meglio ai miei clienti. Allo stesso tempo la maggior parte dei miei clienti pensa a me più come ad un chirurgo plastico che a un fotografo e sono scontenti quando non sembrano Brad Pitt o Angiolina Jolie. Preferisco rifiutare un lavoro quando so che il mio cliente ha un problema con il suo ego.

Di: Sara Ballini

Ph: Sandee Pawan

Model: Sabina Kelley
Fashion Designer: Adolfo Sanchez
Make up artist and hair stylist: Zee