Roberto Manetta: sognando sirene

Quando e come hai cominciato ad interessarti alla fotografia?

Il mio percorso fotografico è iniziato anni fa, con la mia macchina fotografica manuale: Yashica. Ho iniziato a fotografare i miei viaggi e tutte le persone con cui ho stretto grandi amicizie. Sono sempre stato affascinato dall’idea di ricordare quello che mi ha toccato nel profondo o le persone con cui ho trascorso dei momenti magici di felicità. Nel 1998, con l’arrivo delle fotocamere digitali ho deciso di studiare in modo più approfondito l’arte della fotografia.

Fu la mia compagna a spingermi verso questa passione, perché era una fotografa e una modella molto bella. Nel corso del tempo mi sono specializzato nella fotografia glamour e di reportage. Con il glamour ho colto l’occasione di fare anche dei progetti di nudo artistico che con il tempo sono divenuti una ricerca più profonda e concettuale.

Quali sono le tue maggiori influenze in termini di artisti o altri fotografi?

Possiedo una grande collezione di libri fotografici che acquisto in giro per il mondo, una combinazione di autori famosi e non. Solitamente sono tutti ben conosciuti nei loro paesi. Osservo con curiosità e ammirazione i concetti che esprimono con le loro immagini, ma non ho particolari preferenze. Ho sempre cercato di esprimere quello che sento senza cercare di subire condizionamenti, almeno è quello che cerco di fare.

Perché preferisci il bianco e nero piuttosto che la fotografia a colori?

Ho sempre pensato che: il bianco e nero è più efficace, perché ogni immagine può farti sognare… I colori distraggono, mi sembra portino via molta fantasia e, che diano meno margini di lettura a ciò che voglio focalizzare. Le foto in bianco e nero sono davvero stimolanti.

Quanta preparazione è necessaria per organizzare una tua sessione fotografica?

Amo la manualità nel ricreare un set, lavorare con materiali comuni, trovare nuovi spunti nelle cose di tutti i giorni. Quando ho un idea inizio a cercare il luogo esatto che ho immaginato, nel caso di una location esterna mi preoccupo che la luce naturale sia sempre quella giusta. Poi, ricerco gli oggetti, gli abiti e gli accessori; l’ostacolo maggiore è quello di arrivare a ciò che avevo in mente nel modo più fedele.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Creare altre fotografie che possano esprimere quello che sono, i miei sogni e i miei desideri.

Cosa ti affascina del nudo?

La mia passione riguardo la fotografia di nudo proviene dalla natura, dalle storie d’avventura, dai film fantasy che rielaboro nella mia mente e mi colpiscono in maniera particolare . Sogno spesso di storie fantastiche, luoghi incantati e donne mitologiche. Osservo con attenzione i luoghi e gli oggetti che mi circondano cercando un collegamento per ricreare un personaggio inserito in una storia immaginaria o, cercando di mostrare il mio stato d’animo di quel periodo.

Cosa vuoi evocare in chi osserva le tue opere?

Delicatezza, fantasia, bellezza e originalità. Cerco di proporre un’eleganza ben curata, voglio che le mie immagini evidenzino un certo “buon gusto”. Non ritengo di fare foto eccezionali, delle volte sono il primo a non esserne pienamente soddisfatto, ma il più delle volte riesco a fare quello che mi ero prefisso mantenendo un lieve collegamento tra la visione fantastica e la realtà.

Come crei un senso di familiarità con le tue modelle?

Coinvolgendole in maniera diretta, per il mio modo di lavorare è una cosa estremamente importante. Dobbiamo raggiungere la massima collaborazione, altrimenti non riuscirei a realizzare quello che ho precedentemente costruito nella mia mente. Voglio che siano partecipi in tutto, e che si crei empatia tra di noi. Il senso d’armonia che raggiungo con loro è la sensazione per me più gratificante. Basta un sorriso, non prendersi troppo sul serio sdrammatizzando i piccoli intoppi che si possono creare sul set per rendere tutto più semplice e piacevole il lavoro che stiamo facendo.

Quali sono i tuoi trucchi per creare gli effetti di luce e chiaroscuro?

Da quando è nata; la fotografia segue regole ben definite. Luce e ombra si fondono a secondando dei parametri delle fotocamere, sta nel talento del fotografo vedere “oltre” la realtà oggettiva. Non esistono particolari trucchi ma solo la capacità di esprimersi nella maniera più efficace con il mezzo tecnico che hai a disposizione.  Credo anche che lo studio e l’esperienza siano il bagaglio necessario per sviluppare questa passione. L’avvento del digitale sta, purtroppo lasciando evidenti tracce di: ignoranza iconografica.

Qualche consiglio ai nostri lettori che vogliano cimentarsi nell’arte della fotografia?

Scattare fotografie è una gratificazione per l’animo. Ti fa sognare, ti fa sorridere, ti fa rivivere i tuoi momenti più belli e quelli più tristi. Ti fa ricordare persone che ti hanno concesso un pezzettino della loro vita. Ti fa esprimere il modo in cui tu vedi questo mondo, il modo in cui ti rapporti con il prossimo. E, mette a nudo anche la tua vera personalità che magari tieni repressa per tutta una vita.

Quindi siate voi stessi, non cercate idoli e scorciatoie, non vi fidate di chi vi dice bravo ma piuttosto di chi vi dice che puoi fare meglio. Non essere mai soddisfatti e state alla larga da chi vuole reprimere quello che amate fare. Seguite il vostro cuore e le vostre emozioni.

Di: Sara Ballini

Ph: Roberto Manetta