Quando David va a Manchester

“Voglio che tu mi desideri….
Che tu mi supplichi ancor prima di entrare in questa stanza ed iniziare a giocare.
Non lascerai niente al caso, mi racconterai assolutamente tutto, ma  dopo… il silenzio.
Io ordino e comando e so di cosa hai bisogno.
So cosa fare con te per farti sognare di inginocchiarti, adorante, ai miei piedi, succube delle mie mani…
L’attesa sarà lunga e questo sarà il tuo peggior castigo, ma voglio che tu lo provi e che tu soffra a causa della mia mancanza…
Te lo esigo!…chiudi gli occhi…scoprimi…annusami…immaginami nella tua mente…
Non aprire gli occhi finché io non te lo ordino. Segui le mie regole e ascolta le mie parole.
Lasciati andare a me…
Ascolta il silenzio…
Il silenzio rotto soltanto dal rumore dei miei tacchi che ti camminano intorno…
che smettono per lasciarti ascoltare di nuovo il silenzio ed il tuo respiro più breve ad ogni istante…
Ascolta il suono della frusta e temi…perché non sai quando graffierà la tua pelle…
Sei libero di andartene, ma il desiderio di me , t’incatena e ti sottomette a me…
Non ho bisogno di nient’altro.

Adesso posso fare con te tutto quello che voglio. ..ti permetto aprire gli occhi e guardarmi, per poi andartene…
o rimanere per ascoltare ancora il silenzio che si spezza al suono della frusta…”

Fu in quel momento che lui cominciò a sentirsi veramente male. Nervosamente si levò la giacca ,sbottonò la camicia  e si tolse la cravatta, continuando a sentirsi soffocare. Cercò di respirare ma non riuscendoci  , si sentì ancora peggio.
Asma – pensò – dovrei smettere di fumare.
Dopo cinque minuti provò a respirare di nuovo profondamente.
Nulla
Il suo nervosismo lo spinse ad accendere  una sigaretta, come per esorcizzare la sua paura, ma fu inutile.

 La spense. Poi il suono della frusta, ed u un dolore al petto.
Un dolore strano, molto intenso e ben definito, come se di botto  la luce se ne andasse. Respirò profondamente, Il dolore era ancora lì.  No, non era un dolore intercostale. Il dolore cominciò ad espandersi lungo il braccio sinistro.
No – non è possibile – pensò David  – ho solo trent’anni!

Aprì gli occhi. Il dolore era passato.
Per fortuna era stata soltanto l’ansia. Finalmente, tentò di sfiorarla ma si rese conto che era impalpabile
Lo sguardo di lei, fisso nel vuoto e poi… Il buio.
Soltanto il suono delle sirene dell’ambulanza, sempre più vicino e poi, di nuovo la luce del giorno….

Di: Sara Ballini

Model: October Noire 

Ph: Emma Delves-Broughton Pic 1/2

Ph: Ian Richardson Pic 3

Dress: Honour