Nina Doroushi: il misticismo orientale per aristocratiche dark lady

Ciao Nina, benvenuta su Alufem! Per cominciare, raccontaci qualcosa di te. Sappiamo che vivi e lavori a Londra, hai studiato Fashion design?

Ciao, grazie per l’attenzione! Sì, vengo da Londra ma mi sono formata in un tradizionale istituto di alta moda a Parigi. Lì ho imparato l’approccio classico alla costruzione dei capi di abbigliamento, in seguito ho sviluppato il desiderio di incorporare alcune tecniche nell’uso del Latex che ho sempre trovato affascinante. Mi ha dato una certa libertà che mi era negata come classica “haute couturier”, perché sono sedotta da questa contaminazione eleganza – Fetish. Un ibrido tra mondo sotterraneo e mondo superiore, “haute couture” e feticcio.

Ti ricordi quando e come hai scoperto l’estetica Latex?

Devo le mie fantasie alla moda del maestro Thierry Mugler. Ero un’adolescente quando ho scoperto le sue sfilate da brivido negli anni ’90. Leggevo narrativa erotica e ascoltavo la musica di quel decennio come il post-punk, il grunge, il gothic rock e in un certo senso tutto questo ha spianato la strada alla scoperta del mio mondo interiore. All’inizio ero impressionata dall’estetica del BDSM, in particolare con la fotografia vintage di John Willie e Irving Klaw e più tardi Araki.

Le immagini mi eccitavano incredibilmente! Volevo sperimentare ciò che avevo letto su “Histoire d’O” e emulare le donne di Eric Stanton che Mugler aveva portato in vita con quelle sagome iperboliche a clessidra in Latex! All’improvviso la femminilità ha assunto un significato completamente nuovo per me e ho lasciato che mi divorasse in modo assoluto.

Guardando alle tue collezioni possiamo vedere una preferenza per il colore nero e la ricerca di un mix tra eleganza e Fetish. Come definiresti il tuo stile?

Sono sempre stata una “dark” e penso che tutto sia migliore in nero perché lo vedo come il colore espressione dell’eleganza, tuttavia è un più complicato che detta così!

Comunque, cerco di evitare le etichette il più possibile, ma mi piace descrivere il mio universo come una “nicchia all’interno di una nicchia” che ha un approccio non convenzionale al Latex Fashion. Una fusione tra il glamour dell’alta moda e le scene underground Fetish e bondage.

Spiegaci l’influenza del misticismo orientale sulla tua creatività. A proposito, non si era mai vista la calligrafia Persiana su un abito in Latex.

Similmente alla moda, lo Spiritualismo ha la capacità di trasformare e potenziare un’esperienza, credo che ci siano ulteriori dimensioni con la capacità di innescare la creatività. Mio padre è persiano, quindi ho trascorso gran parte della mia infanzia in Iran, esposta ogni giorno alla sognante poesia Sufi.

Per un breve periodo ho imparato a leggere il farsi, perché vedevo tanta bellezza in quegli intricati motivi ornamentali formati dalle lettere e riuscire a comprenderlo ne ha esaltato l’esperienza estetica, ogni frase sembrava quasi un’opera d’arte. Sentivo che c’era un potenziale e un giorno lo avrei usato in qualche modo.

Come immagini la donna che veste i tuoi abiti sartoriali?

La mia donna la immagino una conoscitrice dell’arte della seduzione e misteriosa. È un’aristocratica bohémien feticista che si diverte con i mistici vapori del Medio Oriente incantatore.

Ci sono molti brand che producono abbigliamento Latex a Londra, alcuni sono diventati mainstream grazie a pop stars che li indossano nei videoclip o dal vivo (Lady Gaga, Rihanna, Beyoncé…). Ma cosa ci dici della scena nei club, i Fetish party, etc… Sono più popolari adesso?

La scena Latex è enorme a Londra e negli ultimi anni è diventata decisamente più commerciale. Ma penso che gli inglesi siano dilettanti rispetto agli olandesi e ai tedeschi.

In paragone noi siamo gli “slaves” e loro sono i “masters”! Se vuoi sperimentare la vera scena fetish e il BDSM ti suggerisco i party di Amsterdam, Amburgo e Berlino. O di prendere una lezione di bondage giapponese!

Oggi il Fetish e il Latex sono penetrati nell’alta moda. Pensi sia un’operazione commerciale delle tante?

Nello spirito della moda penso sia una fase che alla fine svanirà, mentre per i feticisti è uno stile di vita.

Ho visto qualcosa in passerella, forse per il valore della spettacolarità, ma mai nei negozi di abbigliamento perché la realtà è che non si tratta di un’estetica per tutti e non si vende facilmente. Per quanto riguarda il Latex, poi, sarà sempre intrinsecamente un prodotto da sottocultura e la sua è radicata nell’identità Fetish, senza la quale sarebbe la sua fine. Inoltre, il suo fascino è ciò che lo distingue dagli altri tessuti: puoi prendere il Fetish agli inferi ma non puoi portare fuori dal Latex il suo mondo sommerso!

Testo: Francesco Sani

Stylist: Nina Doroushi / Instagram / Facebook