Louise L’Amour: una donna sul palcoscenico delle sue passioni

Oggi noi di Alufem abbiamo il piacere di farvi conoscere Louise L’Amour, performer portoghese che è approdata nel Fetish con forza, creatività e tanta voglia di fare. Protagonista anche del progetto: TheBlackSheep che abbiamo già presentato. Ci parlerà dei suoi inizi e delle sue vibrazioni nel mondo della fotografia e dello spettacolo alternativo.

Ciao, Louise. Siamo felici di presentarti ai lettori di Alufem. Sei una performer, una ballerina, una modella, una costumista. Insomma, c’è qualcosa che non sei in grado di fare?

Sì, è tutto vero. Mi piace danzare ed esibirmi come performer in spettacoli di Burlesque, danza aerea e di Shibari. Ho cominciato a fare la modella ma ho studiato da ballerina classica quindi il ballo lo avevo già nel sangue.

Poi ho iniziato a disegnare i miei costumi e utilizzarli nei miei spettacoli, creando il Brand: L’amour Creations, disegno abiti e accessori per me e altri artisti. Come vedi le passioni della mia vita sono tutte collegate con il mio lavoro. Quello che per ora non faccio? Giocare al calcio!

Come e quando è nato il tuo interesse per il mondo Fetish?

Con precisione non so dirtelo, nel 2013 ho partecipato al Lisbona Tattoo & Rock Festival, dove ho vinto il titolo di: “Miss Pin-Up Portogallo”. Dopo sono stata contattata da diversi fotografi per fare alcuni servizi… E’ stata una cosa graduale, sicuramente mi sono interessata alle tematiche Fetish dopo aver iniziato la collaborazione con: TheBlackSheep e il suo progetto artistico.

La tua infanzia, ha influenzato ciò che sei ora?

Molto. Sono cresciuto in una famiglia di musicisti, perciò l’arte ha sempre fatto parte della mia vita. All’eta di quattro anni ho iniziato danza classica, poi ho comincio a studiare anche arte e spettacolo. Sfortunatamente, un brutto infortunio mi ha impedito di continuare a danzare come professionista.

Ho deciso di usare le mie abilità in modo differente. Stare sul palcoscenico è sempre stato quello che volevo. Così non mi sono arresa e  ho cercato altri modi per esprimermi,  con il tempo mi sono costruita come performer e modella. La mia vita non poteva essere “sotto”, ma solo “sul” palcoscenico.

Il Portogallo è pronto per un ambiente audace come quello Fetish o è ancora un tabù?

Non proprio. Tra mentalità chiusa e questioni religiose-culturali, la gente ha paura di tutto ciò che può toccare la loro sessualità e scelte correlate ad essa. Un po’ di diffusione c’è… Ma quel poco non è decisamente interessante. Insomma, un pò di speranza c’è, qualcosa comincia a comparire… Come puoi vedere da molte foto di alcuni artisti lusitani.

Parlaci del tuo primo servizio fotografico con questo tema.

Al: Lisbona Tattoo & Rock Festival, dopo essere divenuta “Miss Pin-Up Portogallo”, ho vinto tra vari premi un servizio fotografico che ho realizzato con: TheBlackSheep. In realtà non m’interessava fare la modella, ancora adesso non ho un bel rapporto con l’obbiettivo… Ci siamo messi d’accordo per fare uno shooting da Pin-Up e abbiamo scattato qualche foto. Tuttavia TheBlackSheep mi ha “tentata” mostrandomi alcuni outfit Fetish e oggetti di scena, e non ho potuto resistere. Dopo poco tempo ho realizzato con lui il mio primo servizio fotografico a tema prettamente Fetish.

Come ti senti durante le tue performance, e dietro l’obbiettivo?

Sul palco ci sono un molti di fattori che influenzano il mio stato d’animo (il pubblico, l’aspetto tecnico, il tipo di opera), ma il palcoscenico è comunque come una seconda casa. E mi fa sentire felice, eccitata. Durante gli scatti, dipende da chi si trova dietro l’obbiettivo e dalla relazione che si crea. Mi sento forte, la maggior parte delle volte. Ma devo ammettere che ancora non mi piace la lente che si frappone tra me e il fotografo.

Cosa cerchi di comunicare attraverso la tua arte?

Cerco di mandare un messaggio di libertà a chi mi segue. Sentirsi liberi di apparire nudi, vestiti, con latex o lingerie… Liberi di essere provocanti o innocenti! E’ una sensazione bellissima. Chiunque al mondo dovrebbe essere libero di esprimersi in questo modo. Quindi l’obbiettivo del mio lavoro è questo: trasmettere sicurezza, libertà e distruggere i tabù che ancora permangono nella nostra società.

Lavori principalmente in Europa, in città importanti. Ci sono nazioni in cui il Fetish è più nascosto che apprezzato?

Desidererei potermi esibire in Portogallo così come posso farlo in altri posti. Per ora, la mia nazione è quella che sento più ostile al riguardo. La gente preferisce tenere celato ciò che sente, come se fosse una deviazione pericolosa. Questo fa molto ridere, trovo che sia un pò ridicolo ai nostri tempi. Devo ammettere che sto facendo un buon lavoro e alcuni miei amici e followers sono diventati più pervertiti!

Come abbiamo detto prima, sei attiva in diversi campi. Anche nella creazione di costumi. Com’è cominciato il tutto?

E’ cominciato tutto molto in fretta, e quando ho realizzato che mi stavo ormai esibendo in più di dieci nazioni, non riuscivo a credere a me stessa. Tutto mi ispira (il cibo, viaggiare, guardare altri artisti, parlare, conoscere gente nuova, ascoltare musica..) e questo mi crea problemi perché non riesco a smettere di lavorare e creare. Ovunque io vada penso sempre al mio prossimo spettacolo, a un nuovo costume… Insomma, può essere stressante!

Hai preso parte al progetto TheBlackSheep, portoghese come te. Puoi parlarci di quest’esperienza?

E’ un progetto che mi ha influenzata molto e continua a farlo. Lavoriamo molto insieme, non solo con la fotografia, ma anche al: TheBlackSheep Studio and Art Gallery . Penso che la mia carriera si sia formata e costruita in base alla forte influenza che quell’incredibile lavoro ha su di me. E siccome siamo due “outsiders’” vivere a Lisbona ci permette di supportarci a vicenda.

Come Pin-Up, il tuo stile sarà sicuramente partito dall’immaginario creato negli anni quaranta, cinquanta e sessanta. Hai figure o icone che hanno influenzato la tua immagine?

Agli inizi, no. Dopo, sono stata influenzata dagli anni venti e dallo stile Noir di ogni decennio successivo. Sono ossessionata dalle figure Fetish Vintage come Bettie Page e Tana Louise, i lavori di Charles Guyette, il vago tocco Fetish delle danzatrici esotiche… Questo mi fa sognare molto. In generale, non ho un periodo che preferisco, posso solo dire di essere nata in quello sbagliato.

Louise, grazie per la tua gentilezza e ti faccio i migliori auguri per il tuo futuro!

Grazie a voi, è stato un vero piacere!

Di: Dario Puddu – Traduzione: Carmine Mino – Editing: Federica Galbiati.

Model:  – FacebookInstagram