Lochai: american kibanku

Lochai si è interessato alla fotografia fin da bambino, giocando con le macchine fotografiche di suo zio.
Alle elementari si dedicava a costruire macchine stenopeiche come studente.
La passione per la fotografia non l’ha mai abbandonato.

“Le migliori storie da raccontare vengono dal cuore: tutti hanno qualcosa di nascosto, pronto ad esplodere  pur di venir fuori”.

Lochai riesce a toccare qualcosa all’interno di ogni persona che fotografa.

“Durante le riprese, emerge l’alter ego di chi sto fotografando ed è questo che cerco di catturare”

Lochai è un feticista e quindi, attraverso la sua arte, cerca di esprimere le emozioni e l’aspetto visivo del feticcio.

“Ho legato la mia prima fidanzata quando avevo sei anni sul bus per andare a scuola e da quel momento in poi seppi di essere diverso da tutti gli altri”.

Le corde, l’erotismo, la fotografia ed i saggi di Lochai sono stati pubblicati anche da Prometheus Magazine, Skin Two, Alufem, Equus Eroticus e The Body Archive a New York: è stato il maestro delle corde anche per il progetto Digital Kinbaku con il fotografo John Gillan.
E’ ancora  uno studente di kinbaku, l’arte della corda giapponese ed usa come strumenti corda, bambù, una tele a e la sua immaginazione per mostrare al mondo la sua visione erotica interiore.

Lochai è un Master nella scena BDSM e pratica giochi di ruolo basati sull’età, disciplina corporale, pony…tutto questo, giocando con il connubio tra dolore e piacere ma è anche un artista del kibanku (bondagegiapponese), le cui fotografie sono state pubblicate molte riviste.

Ha pubblicato numerosi libri sul Fetish e sul BDSM e  la sua immagine “Beach Bound” vinse un prestigioso premio di fotografia erotica americana. E, i suoi libri sono ormai da collezionisti.

di: Sara Ballini