La Via Lattea

Onesti. Bisogna essere onesti. Da che mondo è mondo, il seno ha sempre esercitato un enorme fascino nell’immaginario collettivo degli uomini. In barba agli stilisti che propongono donne efebiche ed androgine, l’uomo medio, sia esso  camionista, avvocato o salumiere, predilige forme burrose e davanzali fioriti. Sarà per il suo significato simbolico, sarà perché ogni uomo ha sempre dentro di sé un “piccolo fanciullo che piange”, non è raro dovere richiamare all’ordine fidanzati e mariti distratti dal passaggio di donne dal seno prorompente. Simbolo di fecondità, di maternità ma anche richiamo erotico ed emblema del sesso, quelle forme, che per il maschio possono essere inesauribile fonte di attrazione, diventano spesso un problema per le donne.

Non è facile, infatti, dovere fare i conti con i commenti coloriti del maschio italico che al passaggio di una maggiorata si lascia andare a pittoresche esclamazioni. Non è facile dovere faticare il doppio per dimostrare che, oltre a due enormi tette, si possiede anche un cervello, magari ben funzionante. Non è facile neanche, diciamolo, portare a zonzo questo enorme peso che incombe sulle spalle.

E se c’è chi è stata graziata dall’enorme generosità di madre natura, c’è anche chi deve fare i conti con il problema inverso. L’essere “tavola da surf” è, infatti, per molte donne un cruccio, una sofferenza appunto perché, in un mondo che celebra il mito delle maggiorate, ci si sente donne a metà, mancanti di quella marcia in più, sicura arma di conquista ed indubbio strumento di seduzione.

Ecco spiegato il perché di questa forsennata corsa al chirurgo estetico. Chi aumenta e chi riduce. Chi vuole,  finalmente, mostrare e chi vuole, una volta per tutte, passare inosservata. Splendide contraddizioni di donne che fanno cantare poeti e sognare filosofi, abbiano esse una florida sesta o una modesta seconda.

di: Federica Galbiati