Kevin Hundsnurscher: l’arte del Fetish

La fotografia di Kevin Hundsnurscher si centra nell’equilibrio tra il Fetish, l’erotismo ed il nudo artistico elaborato in modo raffinato, come se si trattasse di opere d’arte da studiare e desiderare: troviamo una particolare attenzione nelle curve e nel gioco di chiaroscuri e d’ombre sul corpo delle sue modelle.

C’è anche un preciso soffermarsi sulle espressioni facciali e sul linguaggio del corpo che è chiaramente molto importante per quest’artista americano che ricerca nei volti delle donne che ritrae desiderio, lussuria se non la trasfigurazione dell’estasi orgasmica.

Nelle fotografie Fetish c’e un’attenzione prevalente sui temi classici del latex e del PVC, delle scarpe, delle calze, delle gambe.  Nei suoi primi scatti la macchina è come una specie di voyeur che cerca dì introdursi nell’intimità delle sue modelle mentre in seguito, nei successivi set, le modelle hanno acquisito un ruolo maggiormente attivo e dinamico dove a volte sono presenti elementi a sfondo BDSM senza per questo risultare indispensabili.

Nella fotografia di Kevin Hundsnurscher il BDSM ed il Fetish sono molto relazionati ma c’è una componente edonistica di cui gli il sadomasochismo i genere è totalmente privo. Ciò che realmente fa la differenza nelle sue opere è che è evidente l’interesse della modella per il Fetish, cosa che in genere anzi viene ignorata o addirittura nascosta; per questa ragione le sue opere risultano molto più intriganti ed affascinanti.
Un set di Hundsnurscher è come una sorta di rituale sacro di una dea profana.

Kevin: Ho compreso di essere affascinato dalle espressioni che una donna può realizzare in determinate circostanze legate al Fetish o durante il piacere. Dal punto di vista di una terza persona, si possono catturare sia gli elementi feticistici che le reazioni che provocano.

In passato cercavo solo di catturare l’aspetto feticistico e presentarlo a chi osserva mentre invece adesso preferisco soffermarmi sull’interazione tra i presenti.

Quali sono, secondo te, gli accessori indossati dalle tue modelle che definiscono meglio, l’aspetto “edonistico” del feticismo?

Di solito, i materiali sono il nylon perché tende a risaltare le gambe tramite un gioco di luci ed ombre. Il latex accentua i riflessi. I tacchi alti stilizzano la forma delle gambe migliorandone la forma. Una forma inclinata percepita dagli occhi fino ai piedi, oltre il ginocchio con dei reggicalze, ed altre cose…

I vestiti in plastica e latex o in cuoio sono “gli accessori che fanno il corpo della modella” enfatizzandone le curve. Pensi che siano oggetti atti a risaltare la bellezza femminile od un modo per trasformarle in donne oggetto?

Dipende molto dalla persona che gli indossa. Ho visto molte donne che utilizzano questi accessori per trasformare se stesse con altri indumenti tradizionali. E’ chi si trasforma che mi affascina. E’ molto ritualistico.

Sempre più attrici e celebrità riscoprono il Fetish per le loro fotografie ed i loro spot pubblicitari, o la loro immagine sui Social. Il mondo che ritrai è veramente soltanto legato all’underground?

Il tempo sarà il miglior giudice ma adesso io credo che sto fotografando qualcosa che è ancora molto estremo. Ritraggo la gente, gli ambienti e le cose che sto catturando sono solo quelle che preferisco, sono autentiche.

C’è una figura pubblica tra le attrici, cantanti, o anche donne del mondo della politica che potrevve incarnare “lo spirito del fetish”? Chi, in particolare, vorresti fotografare?

Come figura pubblica… mi piacerebbe fotografare vari personaggi contemporanei però quelli che sembrano i più selvaggi e penso sarebbe veramente interessante poterlo fare a mio modo.

Di: Sara Ballini

Ph: Kevin Hundsnurscher