Ekaterina Belinskaya: fashion fairy tales

Ciao Ekaterina, benvenuta. La fotografia fa sempre respirare aria di innovazione e modernità. Non pensi?

Ciao, grazie! Scusa ma non posso dire di essere completamente d’accordo con te. A volte si respira anche molto aria del passato. L’arte classica intendo, la mia più grande fonte d’ispirazione.

Parliamo di te, dove sei nata e cresciuta? Si inizia sempre da qualche parte…

Sono nata e cresciuta a Mosca, dove sono stata fino ai 28 anni. Poi il mio percorso lavorativo mi ha portato negli USA dove mi sono stabilita ora.

La Russia è una terra che ha ospitato secoli di grandi differenze storico-sociali che hanno permeato una ricca eredità artistica. Come: il tuo “essere russa”, influenza i tuoi lavori?

Grazie per questa domanda! Sono davvero orgogliosa di essere per metà russa e per metà ebrea. La storia del mio paese mi ha educato e influenzata tantissimo come artista. Ha creato ciò che sono e costruito la mia personale visione dell’arte.

Il mestiere di fotografa ti fa sentire sempre sicura in ciò che fai oppure: ti stimola a oltrepassare i tuoi territori conosciuti?

No, andare oltre i propri confini  è quello che ti tiene vivo! L’artista che smette di sviluppare il suo stile, che smette di cercare e aprirsi alla novità, sfortunatamente è un artista morto.

Io cerco di creare almeno un progetto personale mensilmente o settimanalmente. Mi fa sentire viva e orgogliosa.

I tuoi scatti. C’è grande modernità, come se non ci fosse spazio per il passato e la nostalgia. Noto anche tante sfumature brillanti, che creano un contrasto con la fredda realtà. Come definiresti il tuo stile in poche parole?

Mi sento l’opposto di ciò che affermi. Come ho già detto la mia formazione include l’arte e la musica classica. Sto cercando di creare delle nuove visione delle mode inserendo un’influenza estremamente classicheggiante.

Quindi penso ci sia tanta nostalgia nei miei lavori ma in chiave moderna. Descrivo il mio stile come Romantasy… Romanticismo, fiaba, narrazione, con un pizzico di oscurità e nostalgia.

Il tuo stile è caotico e ovviamente richiede una cura meticolosa. Che lavoro c’è dietro ogni tuo scatto?

Ispirazione e lavoro di squadra! Mi ritengo fortunatissima di lavorare con persone molto talentuose che m’ispirano continuamente con nuovi stimoli.

La maggior parte delle tue modelle ha un aspetto nordico, con lineamenti molto delicate. Perché questa preferenza?

Bella domanda… Ho realizzato recentemente che uso principalmente due tipi di modelle: direi quasi proiezioni della mia vita onirica e privata.

Una nordica, fredda, di una bellezza regale, che identifico con sicurezza in mia madre. 

L’altra, con la faccia da bambola, con grandi occhi tristi, che è il mio ritratto. Penso che, ogni artista abbia al proprio interno delle “muse” risalenti direttamente alla sua infanzia.  

Una professione artistica richiede preparazione sia a livello personale che pratico. Con che spirito affronti la realizzazione dei tuoi lavori?

Ho un grande background artistico e non smetto mai di educare me stessa. Leggo parecchio sul passato e  cerco di seguire tutti gli aggiornamenti e i fatti nel mondo dell’arte e della tecnologia.

Voglio restare al passo coi tempi. Questo mi aiuta a rimanere ad un buon livello e procedere agevolmente ad uno superiore.

Lavori solo come fotografa oppure lavori anche a dei progetti multimediali o comunque strettamente legati alla fotografia?

Mi piace chiamarmi una: visual artist. Faccio anche la regia di alcuni video e spero di migliorare in questo campo. Inoltre a volte curo lo stile e il design per la produzione dei miei shootings.

 

Si dice che una persona è strettamente influenzata dal suo lavoro, anche intimamente. La tua professione ha cambiato la tua prospettiva di vita?

Il mio lavoro è la mia vita! Non posso separare le due cose. Tutto quello che si vede nei miei lavori è il riflesso della mia anima, di ciò che sono e che ho imparato.

Giusto per entrare un pò nel tuo passato.. La prima cosa che hai fotografato?

Fotografo davvero da molto tempo, è difficile ricordare. Ma sicuramente il primo soggetto che ho avuto è stata mia madre, ancora non andavo a scuola.

Ho iniziato con la fotografia professionale a 19 anni, la mia prima modella è stata la mia migliore amica dell’università. Anche lei aveva un aspetto estremamente nordico.

Grazie per questo viaggio a traverso il tuo bellissimo lavoro. Puoi lasciarci con una bella frase sulla fotografia?

Grazie per le belle domande. La cosa più importante nell’arte: dimenticatevi le consuetudini, continuate a sognare, a sviluppare, a creare. Non create solamente arte, siate arte.

Di: Sara Ballini e Carmine Mino – Traduzione: Dario Puddu.

Ph: Ekaterina Belinskaya. / facebook.