Denis Goncharov: fotografando la bellezza

Prima di tutto, vuoi raccontarci come è stato il tuo esordio come fotografo?

Semplice, ad un certo punto ho realizzato che la fotografia era il mio vero talento, la cosa che m’interessava di più. Ho iniziato leggendo libri sulla fotografia, imparando dagli artisti che sentivo più vicini alla mia sensibilità. Così ho cominciato a lavorare come fotografo.

Come descriveresti il tuo lavoro a qualcuno che non l’ha mai visto?

Di solito, le mie fotografie sono incentrate sul nudo femminile, comunque non è sempre necessariamente così. In genere, cerco solo di trasmettere la bellezza del mondo così, come la percepisco io. Penso che sia una cosa cruciale. Però sulla bellezza e sulle donne la penso come: François Truffaut…

«Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia.» Una frase poetica ma estremamente reale.

In che momento hai raggiunto il tuo obiettivo?

Penso di non averlo ancora raggiunto se ancora mi dico che: non raffiguro esattamente le cose come vorrei. Sto ancora ricercando… Elaborando le mie visioni, penso che ho ancora molto da lavorare su me stesso.

Dicci com’è lavorare con tutte quelle fantastiche modelle o con gli Stilisti. La tua più grande ispirazione?

Direi che è meraviglioso! Conoscere persone sempre nuove e interessanti e estremamente coinvolgente. In generale il lavoro di squadra mi attrae, perché se hai dei buoni rapporti con tutti ottieni sicuramente i risultati migliori. La mia grande ispirazione come avrai capito viene dalle donne…

Hai fatto una scuola di fotografia?

No… Sono autodidatta. Ho imparato dai libri, partecipando a workshops e seguendo video tutorials. Sembrerà banale ma si possono raggiungere buoni risultati anche iniziando un pò come se fosse un hobby che diviene poi un vero e proprio lavoro se ci si impegna.

Qual’è la foto di cui ti senti più orgoglioso?

Probabilmente, è la foto che ho scattato in un centro cittadino di notte. Questa è la foto che più mi piace e che è più vicina alla mia spiritualità, perché mostra un’atmosfera sognante, che poi è quello che vorrei trasmettere con le mie immagini.

Se paragoni I tuoi esordi con I tuoi risultati di adesso, cosa pensi che ti abbia aiutato a migliorare più velocemente?

Direi: essere esigenti con se stessi. Bisogna imparare di più questo è sicuro, altrimenti non vai avanti. Soprattutto se sei una persona creativa, molte di loro, e io sono una di queste: sono troppo pigre.

Quindi devo sforzami per apprendere, il rischio di fossilizzarsi non è una bella prospettiva. Quando t’accorgi di avere delle lacune nella tua formazione artistica devi per forza essere esigente.

Descrivici una tua sessione. Quanto tempo passi a scattare fotografie e quanto a ritoccarle?

La preparazione di una sessione fotografia mi richiede spesso diversi giorni, l’organizzazione, la ricerca della location adatta, le modelle, gli stylists  e i truccatori. Fatto tutto questo scatto bene o male in due o tre ore se non ci sono cose troppo complicate.

Se uso luci più complesse, accessori particolari o oggetti tipo il letto in mezzo alla via che ti dicevo prima. Allora il tempo necessario sale e posso stare sul set anche cinque o sei ore. In genere, dopo avere scattato il servizio fotografico lo tengo per un pò da parte, aspettavo due o tre settimane prima di riprenderlo in mano, adesso attendo un paio di mesi. In ogni caso il ritocco non è molto veloce – prima edito le foto con Lightroom, poi Photoshop e questo di solito mi prende una settimana.

Cosa che ti piace trasmettere con le tue fotografie?

Amo la naturalità. Mi piace creare una sorta di racconto iconografico, un’idealizzazione non troppo separata dall’immagine reale perché voglio far provare al mio pubblico la sostanza e la credibilità che io, provo quando sono davanti alla bellezza che ritraggo con la macchina fotografica.

Con chi ti piace lavorare in particolare?

Adoro lavorare con delle modelle un pò pazze. Pronte a fare cose stravaganti durante i servizi fotografici, non dico chissà cosa… Ma, amo l’allegria che riescono a propagare intorno a se. E’ più facile per me lavorare con loro.

Di: Sara Ballini.

Ph: Denis Goncharov  / Instagram