Cosimo Ferri: la nuda bravura

Fare il fumettista era il tuo sogno e sei riuscito a realizzarlo, immagino che questo ti riempia di soddisfazione, non è così?

Ciao, si, ogni volta che ripenso alla mia infanzia, quando era un gioco pensarci e durante la mia adolescenza, quando era davvero un sogno o un miraggio lontano, spesso sorrido. Questo pensiero mi sostiene nei momenti più complicati. La soddisfazione più grande è essere diventato un autore, che è sempre stato il mio vero sogno, poter scrivere e disegnare le mie storie.

Il salto di qualità arriva nel 2004, quando si propone alla casa editrice Eura, che lo inserisce nel suo staff di disegnatori. Lavora sia ai fumetti, in collaborazione con lo sceneggiatore Jean Arena, sia alle copertine delle riviste settimanali Lanciostory e Skorpio, vuoi parlaci di questo momento?

E’ stato davvero un momento emozionante. Inviai un po’ di illustrazioni a Enzo Marino, a cui piacquero e inizia una lunga collaborazione sulle copertine. Nel frattempo stavo facendo varie prove per lavorare sulle testate e quando Bartoli mi chiamò per dirmi che iniziavo su una serie a episodi su Lanciostory, ne fui felicissimo. Ricordo che a quell’epoca ancora insegnavo a scuola (pubblica, come ITP) e in quel momento mollai tutto per dedicarmi totalmente al fumetto.

Mi piacerebbe che ci parlassi del tuo uso della tecnica ecoline, che hai usato per un periodo per la colorazione.

Iniziai a usarle perchè è una tecnica molto veloce e di forte impatto, vista la brillantezza del pigmento. Iniziai a usare le prime penne pennello, ed erano davvero molto pratiche. Oggi coloro a olio, ma non lascio mai la tecnica ad acquerello (che siano ecoline o inchiotri acrilici) perchè mi diverte ancora molto. 

Parlaci degli altri numerosi progetti in cui sei stato coinvolto, specie di quelli che più ti hanno appassionato.

Non dimentico il mio lavoro in Italia, che ha formato le mi basi, Jonathan Steele in primis, Rourke e altri progetti sempre in casa Star Comics, ma ho davvero trovato la mia strada artistica da quando lavoro per il mercato franco-belga. Ho potuto sperimentare e osare, sempre sostenuto dal mio attuale editore, Thierry Plée, della Tabou Editions. “MARA” è sicuramente il mio personaggio che sento più vicino, è una mia creatura e dopo cinque albi ho chiuso un ciclo, ma non vedo l’ora di poter raccontare le prossime avventure. 

A cosa ti stai dedicando in questo momento? A quali ambientazioni stai lavorando?

Oggi sono al lavoro su una trilogia mitologica sulla vita di Achille, che mi sta appassionando molto e la sento molto più matura, sia come scrittura che come disegno, ma sono anche al lavoro su una miniserie di spionaggio, BEE SPY, per la Original Watts. Inoltre impiego molto del mio tempo su dipinti e illustrazioni, spesso destinate a un mercato collezionistico, e anche a molti lavori su commissione da parte di collezionisti privati.

Due parole sul tuo website?

E’ un sito di promozione del mio lavoro, dove pubblico le novità e gli incontri fieristici dove sarò presente, ma è anche un sito dove è possibile contattarmi o acquistare originali.

Quali sono state le tue principali influenze?

Ho letto sempre tantissimi fumetti e amato il tratto di tanti autori. Frollo, Serpieri e Manara sicuramente hanno alimentato il mio amore per il fumetto erotico, Castellini quello per la dinamicità nelle tavole, Marini la composizione e la narrazione francese. Per non parlare dei tanti autori giapponesi, ho “divorato” tantissimi manga! E’ più un cocktail di influenze!

Parlaci del tuo, personalissimo, modo di intendere l’erotismo e della scelta di usare immagini “forti”.

L’erotismo, dal mio punto di vista, è un aspetto fondamentale della nostra vita; nascondere sotto il tappeto le nostre passioni o desideri ha spesso un effetto deleterio. Io cerco di mostrare nelle mie storie cosa succe “dopo”. Quando negli altri fumetti c’è il cambio di scena, nelle mie è possibile vedere la vera passione tra gli amanti, spesso con le loro fobie o desideri nascosti. Mi piace eplorarne ogni aspetto.

Chi è stato Jonathan Steele per te?

Jonathan Steele è un gran personaggio, divertentissimo da disegnare, anche grazie alle due bellissime coprotagoniste. Federico, poi, è un grande scrittore, e da lui ho imparato a sceneggiare, grazie alla libertà artistica che mi ha  sempre lasciato e ai preziosi consigli quando qualcosa non funzionava. Lavorare su storie scritte da altri ora è un po’ complicato, ma per lui ho fatto un’eccezione, visto il feeling artistico, e così sono al lavoro su una storia di Agenzia Incantesimi (anche se forse lui l’ha scordato, visto il tempo che è passato ahahah) e spero di ultimarla entro l’anno!

Di: Sara Ballini

Art: Cosimo Ferri