Chris Hammer: alla scuola di Düsseldorf il romanticismo diventa latex

Nel mondo della Latex Fashion la Germania ha una scena fondamentale per diffusione pubblica del genere e contaminazione con altre arti, in particolare la fotografia. Chris Hammer, dalla sua base di Dusseldorf, si è specializzato nel rendere quest’estetica attraente e sensuale attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica.

Salve Chris, Benvenuto su Alufem, prima di tutto volevo chiederti se ricordi quando hai iniziato a fare fotografie?

Sono cresciuto in una famiglia che ha sempre supportato i miei interessi artistici. A dodici anni anni avevo già la mia prima macchina fotografica per fotografare amici, familiari, architettura, fiori e paesaggi.

Quindi hai studiato fotografia o sei un autodidatta?

Ho studiato arti visive all’Accademie d’arte, in particolare proprio disegno e fotografia.

Quale attrezzatura usi per i tuoi lavori al momento?

Di solito per i lavori commerciali uso fotocamere Nikon, D810, D850 e Z6. In casi particolari ho utilizzato una Sony Alpha 6500 e se è necessario anche una Phase One XF. Mentre per la fotografia di architettura utilizzo fotocamere Combo o Arca Swiss.

In studio o in location scelgo le luci di Profoto, Briese Lichttechnik o Bowens.

Osservando le tue foto colgo il rigore e l’attenzione ai dettagli tipico dei tedeschi e un sapiente uso delle luci.

Mi considero un fotografo di carattere internazionale più che tipicamente tedesco, ma  ho capito cosa intendi e lo prenderò come un complimento!

Per il mio stile di fotografia l’uso di molta luce e l’attenzione ai dettagli è essenziale.

Mi pare di intuire che hai una predilezione per gli scatti in studio, è un esigenza pratica o vuoi che l’osservatore si concentri solo sul soggetto ritratto?

In studio, grazie al migliore controllo dell’uso della luce, si esalta il risultato che si può ottenere fotografando la superficie di un materiale speciale come il latex.

Ma adoro anche la sfida di lavorare in esterno. Le circostanze ambientali a volte rendono necessario improvvisare e cambiare la pianificazione.

 

 

Come prepari una sessione di lavoro?

Non posso rispondere a questa domanda in generale, dipende da diversi fattori, però tendenzialmente gli incarichi commerciali richiedono soprattutto molta attenzione.

Tuttavia è pur capitato che alcune mie produzioni artistiche spontanee abbiano richiesto uno sforzo considerevole, per l’ hairstylist, il make-up della modella e la ricerca della location.

Quanto tempo dedichi alla post-produzione?

Lo sforzo per la post produzione è molto diverso a seconda dell’utilizzo finale: una stampa “Fine Art” 180 x 240 cm richiede ovviamente più tempo di una foto che decidi di usarla per un post su Instagram.

Ad esempio sto preparando un lavoro per un cliente, solo cinque stampe 40 x 60 cm, ma sono state necessarie otto ore per la post-produzione.

Il tuo stile fotografico pubblicamente conosciuto è molto immediato: Latex Fashion. Ma in generale per il tuo lavoro quali sono state le tue fonti di ispirazione?

Dati i miei studi, indipendentemente dall’estetica Latex e il BDSM, mi piaceva il ritratto di nudo e di paesaggio, quindi sono stato influenzato dai pittori del Rinascimento e da artisti della Pop Art come Allen Jones.

Nel campo della fotografia le mie influenze sono state Man Ray, Ansel Adams, Henri Cartier Bresson, Bob Carlos Clarke e poi non posso non citare il mio connazionale Helmut Newton, che ho avuto il piacere di incontrare personalmente in più di un’occasione.

La Germania sembra l’ultimo paese dove “the Kraft of Photography” è ancora importante. Oltre a un numero considerevole di fotografi e modelle che vi si dedicano, avete molte gallerie espositive, storiche case editrici e pubblicazioni. Come avete preservato l’arte della fotografia nell’era dei social?

Personalmente, da un lato, trovo piacevole che così tante persone siano in grado di presentare foto accattivanti grazie ai social. La moderna tecnologia di fotocamere, gli smartphones e l’editing digitale hanno permesso a tutti di condividere un proprio scatto, ma di contro è sempre più difficile trovare immagini sofisticate ed interessanti in questa grande quantità… Stampate e ingrandite potresti notare le differenze!

Per quanto riguarda la Germania, sono felice che “il mestiere della fotografia” abbia conservato un significato speciale e ciò che si riflette in quello che citavi tu: pubblicazioni, club fotografici e workshop.

Quanto durerà ancora l’apprezzamento per quest’arte non lo so, ma almeno fin quando ci saranno persone che vogliono toccare materialmente una foto!

Testo: Francesco Sani

Photographers: Chris J. Hammer