Bianca Beauchamp: La Diva del Fetish si racconta

Introdurvi Bianca Beauchamps come una donna solare e vitale, dal fisico assolutamente perfetto e presumibilmente, dalla condotta irreprensibile nonché dotata di una sensualità esplosiva é troppo ovvio. Stiamo parlando di una donna che è diventata una delle più brillanti icone Fetish del millennio.. E’ una di quelle bellezze irreali che caratterizzano il gusto di una generazione. E non dimentichiamoci il suo successo online, nel caotico mondo che esula dalle edizioni cartacee, dove si é consacrata come una “stella” del Fetish grazie a cifre incredibili di suoi files scaricati ogni giorno dai suoi fans. Modella, performer, attrice e imprenditrice di se stessa, Bianca Beauchamps ha deciso di soddisfare la curiosità di “A” rivelandoci i suoi inizi.

Quindi gli lasciamogli “narrare” la sua storia con molto piacere.

Sono nata a Montreal il 14 ottobre del 1977. Mia madre è italiana e mio papà franco-canadese. Mi hanno chiamata: Stéphanie Bianca Beauchamp, ma mai nessuno mi ha chiamata Stéphanie, per tutti ero Bianca. Mio padre scelse quel nome perché gli piaceva molto l’ex moglie di Mick Jagger,

Bianca Jagger.

Nonostante la mia mamma sia italiana io non parlo una parola della vostra lingua, semplicemente perché anche lei, lo parlava a stento. Quindi sfortunatamente per me, la mia parte “italiana” è andate persa, se così si può dire. 

La mia lingua madre è il francese e ho imparato l’inglese a scuola, guardando i film e, sulle mie numerose chat nternet.

Da bambina sognavo di fare la veterinaria per salvare tutti gli animali del mondo. Ma ci rinunciai pensando che avrei dovuto addormentare gli animali facendogli delle enormi punture… E poi, dico la verità non ero una studentessa modello, in classe parlavo sempre e venivo ripresa dagli insegnanti che mi appioppavano immancabilmente dei compiti extra da fare a casa. Comunque guardando indietro mi sono molto divertita. Ahhhh! Infanzia!

Crescendo le cose andavano abbastanza bene, anche se i miei genitori qualche volta litigavano. Spesso andavamo a fare trekking in montagna, ci piaceva passeggiare nei boschi, visitare piccoli paesi di campagna e nuotare nei laghi. Non abbiamo mai avuto molti soldi ma i miei genitori ci rassicuravano spesso: a noi, non sarebbe mai successo nulla di quello che allora succedeva nel nostro quartiere. Era una parte della città con molte aziende ci abitavano molti operai però iniziarono a chiudere tutte insieme e la gran parte dei lavoratori si ritrovò a casa. Il quartiere divenne una zona poco frequentabile di Montreal, C’erano molti poveri ed era facile essere aggrediti. I miei vicini erano malnutriti, alcuni cominciarono a mettere anche lucchetti ai frigoriferi per impedire ai propri figli di mangiare fuori dai pasti.  Ero spesso triste perché subivo anche le angherie di alcuni ragazzi invidiosi delle condizioni economiche della mia famiglia. Non ero tipo da farmi mettere i piedi in testa però, sapevo anche difendermi.

Oggi mi rendo conto che, vivere in una zona difficile della città ma in una “buona” famiglia ha fatto la differenza. Crescere in un contesto povero e scarsamente istruito mi ha dato una maggior consapevolezza verso gli altri e mi ha fatta maturare più precocemente. Avevo anche un forte “accento” del quartiere, uno slang locale riconoscibilissimo. Non riesco a descriverlo ma in molti locali che frequentavo pensavano che la mia lingua madre non fosse il francese… e che io fossi una contadinotta! Hehehe!  

A 16 anni ho finito il liceo e nel 1995 a 18, ho incontrato l’uomo della mia vita Martin Perrault. Ci siamo incontrati la prima prima volta in un locale ristorante dove i camerieri erano vestiti a tema, lui infatti ha lavorato in quel posto per 8 anni. Era vestito da Zombie  e mi ha “perseguitata” con la sua simpatia durante la serata. Mi ha affascinata immediatamente e lui; lo ha capito subito. Abbiamo flirtato tutta la sera, prima che ci lasciassimo mi ha dato un bigliettino con il suo numero di telefono, ma io non l’ho mai chiamato. Ho deciso di scrivergli delle letterine che portavo al locale. Ci scrivemmo per circa tre mesi prima d’incontrarci di nuovo, lì. Quando successe lo trovai intento a suonare travestito da vampiro. Un anno dopo mi sono trasferita da lui.

E’ stato nello stesso periodo che entrami abbiamo scoperto il latex come materiale da quel momento in poi le nostre foto sono state fatte indossando: latex. Infatti Martin in quel periodo studiava in una scuola d’arte e io gli fungevo da musa posando per lui.

In quel periodo oltre a fare la modella, iniziai gli studi di letteratura francese all’università per diventare insegnante delle scuole superiori. Sapevo che non avrei potuto fare la modella per tutta la vita, Sigh! E’ stato difficile fare entrambe le cose, Ho anche lavorato per un paio d’anni in un MacDonald’s. Sì! Non mi piaceva lavorare lì, ma i miei studi erano compatibili con gli orari e stando con Martin avevamo bisogno di soldi per vivere decentemente. Molte volte ero stanca di fare tutte quelle cose, ma sapevo che terminati gli studi mi sarei potuta riposare un pò. 

Feci il mio primo stage di lavoro in un liceo dove scoprirono subito che posavo come modella Fetish tutta vestita di latex , immaginate le loro facce di disapprovazione… certi furono molto scortesi con me e io con loro! Durante il secondo tirocinio nel secondo anno, uno degli insegnanti trovò “accidentalmente” il mio sito web: Bianca’s Latex Lair e lo ha spiferato al mio supervisore che mi ha spinto a chiuderlo, anche se allora non facevo nessuna posa di nudo. Finito il tirocinio lo riaprii. Il mio supervisore lo ha subito riferito ai suoi superiori, così sono stata convocata per chiarire la mia posizione. Fortunatamente Martin mi è stato molto vicino, anche un professore universitario che disprezzava le ingiustizie mi ha dimostrato la sua solidarietà, e grazie al suo appoggio ho potuto proseguire lo stage. Chiuso l’incidente l’università mi ha dettato le sue condizioni per continuare gli altri stage: chiudere tutti i siti. Così ho iniziato il terzo anno chiedendomi se dovessi smettere per sempre di fare la modella.

Essere finita così, con le spalle al muro, mi fece capire quanto fosse grande la mia passione. Dopo molte titubanze e riflessioni ho deciso di intraprendere la strada di modella e lasciare l’università avevo 23 anni. E’ stata una scelta difficilissima da prendere ma non me ne pento.

AHH!… Molti fanno domande sul mio seno… Quando iniziai a lavorare come modella ero grassottella, mangiavo dove lavoravo, riempirsi di  BigMac tutto il giorno non è salutare. Così ho cominciai ad allenarmi Con un tapis roulant e ho perso molti chili in soli 4 mesi. I miei seni stavano già cedendo un pò… Ma perdere peso li fece cadere ancora di più. Sono passata da una terza misura a una seconda e decisi d’intervenire chirurgicamente e ristabilire la floridezza perduta. I miei primi impianti furono di: 300 cc. Ero ritornata nuova! E’ stato doloroso per i primi giorni ma è sopportabile… Sono rimasta con questi impianti per poco più di un anno, fino a quando mi resi conto che il seno cominciava ad abbassarsi di nuovo, inoltre, poiché la mia pelle è sottile, abbiamo potuto vedere molte increspature causate dagli impianti salini. Così ho messo degli impianti di misura superiore: 600 cc. in silicone per evitare che si ripetesse il problema. Nel 2009, mi sono sottoposta a un ulteriore intervento al seno, aumentando il volume delle le protesi al silicone fino a: 800 cc.

Ora sono completamente soddisfatto della forma e delle dimensioni. So che molte persone pensano che la chirurgia estetica sia solo uno sfizio, almeno un tempo, ma non io. Penso che dobbiamo cercare di capire non giudicare. Adesso ci sono molte donne che come regalo di compleanno vogliono un seno nuovo all’anno. Potendo permetterselo… Perché non avere una compagna più felice e procace accanto?

Dopo aver lasciato MacDonald’s, ho lavorato in un negozio di video, in un sexy shop e facevo la cameriera in due club diversi. Poi la mia carriera di modella con Martin è decollata. Ho fatto molte copertine per diverse riviste, anche La vostra AHAHAH! 

La mia famiglia e i miei amici sono molto orgogliosi di me e devo ammettere che lo sono anch’io.

Ti faccio un’unica domanda dopo questa tua lunga “confessione”. Tra i tuoi ammiratori ci sono anche delle donne? Che tipo di relazione hai con il tuo pubblico femminile. 

Ho molte fans tra le donne. Credo di essere come un libro aperto per loro. Possono chiedermi qualsiasi cosa. Mi piace pensare di essere una persona facilmente avvicinabile, non una Diva che sta nel backstage tutta la notte bevendo champagne. Adoro incontrare i miei fans quando faccio serate, e fare foto con loro. Dopo che ho apertamente detto di avere flirt saltuari con donne a volte, qualcuna di loro mi bacia addirittura durante le serate. Il mio amore per le donne é più delicato di quello per gli uomini. Ho avuto piu patners donne che uomini!

Grazie per il tuo tempo Bianca. 

Grazie e Ciao ITALIA!

di: Eliselle

Modella: Bianca Beauchamp

Ph: Martin Perreault