Ben Marcato: insaziabili e travolgenti stati d’animo

Abbiamo avuto il piacere e l’onore d’intervistare Ben marcato. Uno dei maggiori fotografi erotici del panorama mondiale. Molti s’ispirano ai suoi lavori. Molti sono anche le pubblicazioni che parlano della sua Arte. Solo su Alufem potevate aspettarvi una così estesa e completa intervista. Godetevi le immagini di Ben, perché: solo chi riconosce la vera arte può rimanerne completamente abbagliato. I suoi universi visivi, che raccontano degli stati d’animo tanto intimi, sono echi e poesie assolutamente prive di moralismi e  scevri da ogni orpello che la banalità della realtà porta con sé.

Da fotografo, come fai ad assicurarti che la persona che vuoi fotografare abbia l’aspetto che desideri?

E’ importante per me raggiungere risultati fotografici realistici, foto che non sembrino rigide. Lo spettatore dovrebbe avere l’impressione di trovarsi casualmente davanti alla scena. Quindi, semplicemente abbozzo un tema, ma non pianifico mai una foto specifica.

Tutto il resto avviene in modo dinamico, collaborando con la modella durante il servizio fotografico. Attenendomi al tema, trovo il posto adatto,  le luci e l’abbigliamento.

Quindi seleziono le modelle  più idonee allo scenario, chiedendo la loro disponibilità a partecipare e condurre il servizio fotografico con me.

Dal tuo punto di vista, cosa  crea una buona fotografia?

Una buona fotografia non può essere descritta con una manciata di criteri, proprio come tu, non puoi descrivere l’arte in poche parole. L’osservatore, piuttosto, sente e percepisce quando guarda una buona fotografia, o l’arte. Sicuramente ci sono pochi punti essenziali, per una fotografia di buona qualità.

La prospettiva, l’inquadratura e il taglio, il momento giusto dell’azione o della posa. Questi sono alcuni esempi. Per me c’è un’altra cosa essenziale: la mia fotografia deve trasmettere emozione e toccare lo spettatore profondamente.

Da tempo le tecniche fotografiche le l’attrezzature hanno cominciato a cambiare rapidamente, è importante essere aggiornati. Cosa fai per essere sempre al passo coi tempi?

Sono costantemente alla ricerca di nuove tecniche fotografiche, senza stare dietro alle tendenze. Non mi riferisco all’attrezzatura, che è giusto il mio “kit d’attrezzi”.

Mi riferisco a stare dietro all’evolversi dello spirito del tempo. Puoi notare questo spirito molto bene nella fotografia Fashion. Un giorno, prenderò queste tendenze, le modificherò e le lavorerò nel mio modo personale, all’interno dei miei temi.

Nella fotografia, non  è così importante avere ed usare l’ultima trovata tecnologica. E’ di vitale importanza conoscere il proprio equipaggiamento attraverso il tempo e l’esperienza, per poterlo usare anche bendati, se necessario!

Inoltre è fondamentale utilizzare gli articoli giusti, specifici per ogni scatto. Ho diverse macchine per diversi lavori. Una Canon EOS Mk III e una Canon EOS Mk II(Full format SLR) ognuna con l’otturatore focale in modalità verticale e lenti diverse. Le macchine Canon EOS SLR sono molto robuste, impermeabili, belle e pesanti nelle tue mani.

Queste due macchine sempre pronte, sono le mie macchine da battaglia! In aggiunta, mi piace utilizzare tre macchine  Olympus – ILCE, E-M1. E-M5 e Pen-P5, a lenti focale fisse, sensibili alla luce e mirino angolare. Queste macchine sono leggere e discrete, per gli scatti in pubblico.

Ho anche una Sony Alpha 7R (Full format ILCE) con lenti focali fisse sensibili alla luce Zeiss. Ogni macchina ha il suo punto di forza. Io amo riempire la “luce disponibile” utilizzando qualche volta la luce del flash. Per fare questa cosa utilizzo i flash dal produttore della macchina, ed occasionalmente flash da studio della Elinchrom.

Oggi quasi tutti hanno accesso a dispositivi fotografici economici con cui fare buone foto. Che ne pensi di questo?

La macchina non fa il buon fotografo, piuttosto lo fa il modo in cui utilizzi la macchina. Ho visto foto artistiche e realmente eccezionali fatte con uno smartphone.

Chi ti ha influenzato di più? C’è qualche altro fotografo che consideri come una specie di idolo?

Ci sono tanti fotografi che mi hanno ispirato. Specialmente Peter Lindbergh. Anche Elle von Unwerth, Helmut Newton, Jan Saudek, Joel Peter Witkin…

A tuo parere, cos’è la cosa  più importante da considerare quando si fa un ritratto?

Un foto-ritratto, dovrebbe essere sempre uno studio di un soggetto. Mostrando la persona dietro l’immagine. Non deve essere necessariamente “bella” nel senso classico del termine. Un ritratto eccezionale, dovrebbe svelare all’osservatore qualcosa di intimo e personale del soggetto ripreso, e trasmettendo la sensazione di aver sentito qualcosa.

Che programmi usi per editare le foto? E vorresti descriverci le tue abilità nell’utilizzo di questi programmi?

Uso la maggior parte delle volte Adobe Lightroom, ed Adobe Photoshop, perchè i programmi lavorano bene assieme. Con questi programmi riesco a gestire bene il mio flusso di lavoro. Possiedo anche “Capture One”, e credo che questo programma sia migliore di Light Room, sul livello tecnico.  Sfortunatamente, non ho abbastanza esperienza nel suo utilizzo, quindi mi accontento di Lightroom.

Nel tempo libero che tipo di fotografie ti piace scattare, e quale eviti?

Non faccio differenza tra le foto che scatto durante il mio tempo libero e quelle da fotografo professionista. Ho sempre le stesse aspettative per quel che riguarda le mie abilità ed i risultati. Non ho quasi mai fatto foto “souvenir” di: vacanze, compleanni ecc.  Faccio questo tipo di foto solo su richiesta o se ricevo un compito specifico.

Spiegaci come solitamente realizzi un’immagine, dal concepimento al completamento.

Parto da un’idea base e sviluppo un tema. Predispongo il set, le luci (giorno, notte, pioggia, nebbia ecc), il trucco e l’abbigliamento. Quindi scelgo quale sia il tipo di modella più appropriata, una o due, dipende da tema appunto, poi discutiamo la pianificazione del servizio fotografico. Durante gli scatti, mi piace lasciarmi trascinare dal correre degli avvenimenti, perchè spesso dai momenti inaspettati nascono foto spontanee ed uniche.

Cerco di non essere pesante con le modelle, voglio che tutto avvenga in un clima rilassato, e molto spesso ridiamo tanto. Stemperiamo così ogni possibile tensione. La selezione delle immagini viene fatta solitamente dopo pochi giorni o, alcune volte, settimane, in modo che io possa avere più distanza emotiva dagli scatti. Questo mi aiuta ad essere meno soggettivo e meno influenzato dall’umore che avevo durante gli scatti.

Tutte le immagini che scelgo vengono editate e sviluppate digitalmente ma solo utilizzando la classica tecnica della camera oscura. Pochi giorno dopo aver fatto questo, faccio una cernita finale delle immagini per destinarle agli ultimi ritocchi.

Grazie Ben per le foto che ci hai concesso, sicuramente molti tuoi fan saranno contenti di leggere questo nostro incontro per Alufem Milano.

Di: Sara Ballini

Ph: Ben Marcato