Attesa

Era sabato sera.

Uscì, prese un caffé, accese una sigaretta e decise di recarsi all’appuntamento. 

Arrivata alla villetta fu accolta subito da due cameriere che, senza aggiungere una parola, la spogliarono, la spinsero sotto la doccia, l’asciugarono e la cosparsero di crema su tutto il corpo.

Poi, la legarono e rimase sola ad aspettare.

Sottofondo ai suoi pensieri un cd ambient che creava una piacevole atmosfera ed accompagnava l’attesa. Era sola e bendata. Sola nella stanza del peccato.

Lui avrebbe dovuto arrivare verso le 11, questi erano gli accordi e la festa avrebbe avuto inizio.

La tensione si fece palpabile. Stava per essere al centro dell’attenzione di uno o più sconosciuti. 

Nuda, al centro della stanza sentì il campanello ed il portone aprirsi e poi chiudersi più volte…poi il silenzio.  

Si sarebbe fatta trovare distesa sul letto, nuda e bendata. 

Era tutto pronto ed anche lei, lo era…

Tornarono le due cameriere, l’adagiarono sul letto, legandola e stringendo la benda intorno agli occhi. Attende: fragile, disponibile, esposta, aperta…

Una donna nuda e carnale: un corpo nudo da possedere con la mente attraverso il corpo. 

Un bel corpo nudo di donna che aspetta e non vede e che si dona in una sottomissione totale, a suo modo, dolce. E invece… sin da subito, con le sue esperienze, le sue avventure e quella voce un po’ roca, un po’ triste, ma sempre forte e ferma quella donna aveva affermato la sua leadership su di lui tanto che adesso, mentre varcava anche lui la porta della stanza del peccato non stava facendo altro che soddisfare una fantasia di lei… era lui, il vero sottomesso, anche se non era legato con nodi visibili. 

Sente dei rumori: forse sono due… o tre o é solo e si sta spogliando. 

Riesce a riconoscere la voce del suo uomo che le aveva preparato quella festa proprio per soddisfare le sue più nascoste fantasie: la saluta, la bacia e lei riconosce quella voce che la tranquillizza. 

Immobilizza i suoi polsi, adesso é in balia di lui…

Potrebbe succedere qualsiasi cosa: ormai non può vedere ne scappare.

La tocca, la palpa, esplora ogni parte del suo corpo con le mani e con la lingua. 

Ha un concetto singolare della sottomissione e della dominazione: vuole abusare – consensualmente – del suo corpo, sapendola remissiva, docile, sottomessa ai suoi piaceri. Un corpo a sua completa disposizione, non usa strumenti punitivi: non ci sono fruste, né cinghie… solo le mani e la bocca. 

Piano piano, lui riusciva a capire che di tutti quegli uomini che avevano posseduto il suo corpo quell’ennesimo invitato non era altro che uno in più… un gioco tra loro, ma un gioco diverso da quello che aveva immaginato. Lei era sempre bella, nuda e carnale ma qualsiasi tentativo di dominarla sarebbe stato vano. Fremeva di piacere sotto le sue mani, nell’attesa di scoprire chi fosse l’ennesimo sconosciuto. Nessuno, in realtà, l’aveva mai veramente posseduta, nemmeno lui. 

Nessuno aveva avuto la sua mente, la sua anima, quella di una donna a suo modo dolce e che si dona con piacere ad un solo uomo e che continuava a sognare un mondo così con immutata freschezza, infantile maturità, femminile dolcezza.

Due dita si infilano nel suo sesso bagnato… chi é? Non é lui. Calde e grandi mani accarezzano il suo corpo, si soffermano su ogni centimetro di lei. Un’altra bocca avida percorre sentieri nascosti facendo vibrare i suoi sensi. Lei, persa tra quelle mani sconosciute, apre il suo mondo mentre il desiderio gocciola veemente….

L’adrenalina é ai massimi livelli: sono loro a gestire il suo orgasmo, nei modi e nei tempi. 

D’un tratto s’accorge che c’é qualcosa di familiare e d’antico in quelle mani che accelerano i suoi fremiti, poi rallentano, si fermano. L’odore di sesso aleggia inebriante nell’aria. 

Sussulta, trema, vibra e finalmente le concedono di esplodere tra le loro braccia. 

Ora deve omaggiare come si conviene il suo amante, mostrargli gratitudine, come un’ancella serve il suo padrone, un padrone generoso che si fa rispettare non incutendo paura, ma concedendo pezzi di piacere, un piacere gestito e comandato da lui, ma che di sicuro arriva e io lo so, perché me lo ha dimostrato. 

Ancora bendata, sente sulla lingua il suo sapore di uomo. Lo succhia con adorazione, abnegazione. Resiste poco ed esplode nella sua assetata bocca.Ed ora le toglie la benda… la stringe a sé e la bacia. Sembra un tenero amante innamorato.

Gli sorrido, é un uomo piacente e dall’aspetto rassicurante ed, accanto a lui il suo collega d’ufficio che più di una volta si era soffermato a sbirciarla, non senza essere stato notato con piacere anche da lei…

Di: Sara Ballini

Model: Corinne / Ph. Roberto Roto