Arazatah: una Mistress al gusto di cioccolato

Quando mi è stato proposto di incontrare Arazatah non ero tanto convinto. Dopo un fugace sguardo sul web, le sue foto mi hanno preso subito: non potevo assolutamente rifiutare di incontrare una tale bellezza. Mi parlarono di una Mistress dunque mi ero già fatto un’idea, rivelatasi lontana anni luce da quello che mi aspettava. Quei tratti nascondevano tante cose, ma non nascondevano di certo la sua spiazzante eleganza, contornata dal nero corvino del suo sensualissimo caschetto faceva risaltare la sua chiarissima pelle. Non si può rimanere indifferenti guardando Arazatah.

L’appuntamento è a Milano, presso la Pasticceria Marchesi scelta dallo staff di Alufem. Un lungo viaggio tra pullman e treni partendo da Urbino per la riunione settimanale in redazione mi avrebbe accompagnato da lei.

Finita la riunione mi dirigo nella zona di Corso Magenta, dove dal 1824 è presente la Pasticceria, e dopo qualche minuto passato all’interno di essa eccola che arriva. Indossa un abito e dei tacchi a spillo, total black. La sua figura si abbina splendidamente all’eleganza del locale, caratterizzato dai suoi arredi novecenteschi che lo rendono un nobile luogo in grado di fermare il tempo.

Lei non sapeva chi fossi, quindi ho aspettato che entrasse per poi raggiungerla e presentarmi : “Piacere, mi chiamo Dario. Alufem Milano mi ha mandato qui per farle qualche domanda.”

“Vogliamo scomodarci per prendere qualcosa?” Lascio che sia Arazatah ad ordinare, che scegliendo delle praline al cioccolato non maschera una delle sue più grandi debolezze. Dopo aver preso penna e taccuino comincio a parlare:

“Arazatah innanzitutto grazie per essere qui a parlarci di te. Ama studiare, ha vissuto per anni all’estero e ora è tra Milano e Londra. Prossimo passo?”

Il prossimo passo è concentrarmi sull’università che sto frequentando a Londra per prendere il Master in Psicologia. Ho vari altri progetti in testa, vedremo come andrà.

“Qual è stato lo spunto che l’ha fatta avvicinare al mondo erotico e poi più in particolare Fetish e BDSM?”

Sono sempre stata attratta da questa dimensione, leggendo romanzi e navigando su internet durante l’adolescenza ho circumnavigato spesso il BDSM senza realizzare quanto fosse strutturato. Quando, più tardi, ho scoperto che poteva essere un vero e proprio stile di vita, qualcosa che potevo concretamente esplorare, è stato come scegliere la pillola rossa in Matrix, come se una dimensione del reale di cui non sospettavo l’esistenza si fosse di colpo spalancata davanti ai miei occhi.

“Se non erro, ho letto che un suo vecchio vicino di casa aveva delle richieste un po’ particolari verso di lei. Inizialmente come ha accolto ciò? Si è sentita entrare in una sorta di ruolo: di scoprire un potere nascosto ma naturale?”

Sì, un potere nascosto ma innato è probabilmente il modo più accurato di descriverlo. Durante l’adolescenza ho scoperto il potere della seduzione, e ricordo distintamente le dinamiche e le sensazioni intense che mi risvegliava giocare con il desiderio.

Guardandomi indietro mi rendo conto che è un concetto potenzialmente problematico, che va analizzato attraverso una lente femminista per essere compreso, perché altrimenti rafforza solo le solite dinamiche sessiste. Invece, nel contesto del BDSM, che è comunque separato dalla “realtà”, gli stereotipi di genere possono essere una componente importante della sperimentazione. Infatti, alla fine di una sessione mi sento dire spesso “ok, si ritorna alla realtà”, un bellissimo complimento.

“Le piace definirsi una Mistress non canonica, che affianca la dolcezza alla Dominazione Femminile. Facendo entrare la sua personalità nel ruolo, che rapporto stabilisce con i suoi slaves?

Questo essere “altrove” vale per entrambi. La mia personalità nel gioco si mostra secondo logiche e aspetti che non sempre sono presenti fuori, ed è una ragione importante per cui mi diverto, perché mi permette di immergermi in dimensioni che non troverebbe posto altrove. Ed è proprio su questo che si fonda il rapporto.

 “Le interessa la psicologia, che ha iniziato a studiare. La sua vita da Mistress l’aiuta in questo? Le piace analizzare la psiche delle persone con cui entra in contatto?”

Sono molto interessata al lato scientifico della psicologia, e anche se le persone sono spesso in imbarazzo e hanno paura di essere “psicoanalizzate” personalmente non cerco mai di analizzare nessuno, ma di approcciarmi a loro con meno pregiudizi e idee possibile, cerco di viverle e sentirle e basta.

“Usa la musica per creare una certa atmosfera? Lascia che sia lo slave a decidere questo oppure ha una playlist preferita? Se sì, mi piacerebbe sapere che generi predilige…”

Sì, spesso ho la sensazione che la musica sia una terza presenza nella stanza, tanto è importante il suo ruolo. Amo la musica che possa evocare delle atmosfere. I generi sono piuttosto variati, dal rock alternativo come i National o Florence + The Machine, all’elettronica, specialmente dark ambient come i Dead Can Dance o i Dernière Volonté passando per gothic rock e dark wave, specialmente Joy Division, e i Cure.

 “Lei è sicuramente una donna forte e spigliata, ma ha mai avuto delle cattive esperienze o dei comportamenti che l’hanno messa in imbarazzo?”

Ovviamente capita di incontrare chi non si sa comportare, anche se più raramente di quanto non mi aspettassi quando ho cominciato. Saper gestire situazioni del genere è un requisito importante, l’essenziale è non mostrare debolezza, e avere una certa dose di pelo sullo stomaco.

“Pensa che sia un bene per il Fetish uscire fuori dalla scatola e rompere ogni tipo di pregiudizio e vergogna, oppure è proprio il suo essere un qualcosa di celato e proibito uno dei punti fondamentali del desiderio che crea?”

Punto molto interessante, spesso avverto come non avere molti tabù per certi versi limiti, mi tolga il piacere che potrei trarre nell’infrangerli. Però il tabù non è l’unica componente, quindi è comunque positivo che il BDSM possa essere vissuto meno come una cosa “sbagliata”.

“La lettura è un’altra sua grande passione. Il Decadentismo è stato per lei d’ispirazione? Ha mai letto qualcosa del Marchese de Sade?”

Sì, ho letto le Centoventi giornate di Sodoma e Justine. Mi hanno ispirato di più Palahniuk e Ballard, però.

“Parliamo di cibo. Il cioccolato è sicuramente una delle cose che ama di più. C’è qualcos’altro che raggiunge i suoi livelli? Ha mai unito cibo e BDSM?”

Sono sicuramente amante della carne. Per quanto riguarda il connubio BDSM e cibo, pratiche che mi attirano molto sono il crushing e lo spitting.

 “Arazatah, grazie per questo incontro e per la sua compagnia, da parte mia, di Alufem e dei nostri lettori. Le auguro il meglio per il futuro!”

Arazatah, dopo aver risposto sempre con lo stesso tono gentile e suadente, mi sorride. Sono rimaste delle praline nel suo piatto. “Lei deve andare?” – “Sì, devo correre in centrale” stingendomi la mano morbidamente mi saluta, abbassando poi la testa sulle praline “Beh, allora se non le dispiace finisco le mie praline…”

Sito Web: Arazatah / Instagram

 Di: Dario Puddu.